Rispondi a: Incidenti: non smettiamo di parlarne

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zio franco
Partecipante

    Io letto questa interpretazione relativa ad uno studio specifico

    I ricercatori hanno chiamato questo fenomeno “Saw But Forgot” (visto ma dimenticato) e secondo loro è alla base almeno di alcuni di quegli incidenti in cui il conducente di un’auto viene accusato di non aver prestato abbastanza attenzione. In pratica la memoria temporanea sovrascrive l’informazione di aver visto una moto con informazioni più recenti e lo fa con maggior frequenza rispetto all’informazione di avere visto un’automobile

    Fenomeno verificato al simulatore,e non vedo il motivo per cui non possa avvenire nella realtà

    li automobilisti semplicemente si dimenticano di aver visto una moto. Il cervello cancella l’informazione e le azioni che vengono svolte successivamente procedono come se la moto non fosse mai esistita. Un team di ricercatori dell’Università di Nottingham ha condotto uno studio sulla percezione dei veicoli nel traffico e ha scoperto che si tende 5 volte più facilmente a dimenticare di aver visto una moto o uno scooter rispetto a un’auto.

    Si tratta di vuoti di memoria che spesso sono causa di incidenti anche gravi. Più nello specifico nel 15% delle simulazioni i conducenti avevano visto i veicoli avvicinarsi ma poi si erano completamente dimenticati della loro esistenza. In 180 test di memoria i soggetti studiati hanno mancato di segnalare l’arrivo di un’auto in tre casi mentre per le moto il numero sale a 16 (nonostante in 11 casi le abbiano guardate direttamente).

    Marco Berti Quattrini lo scrive su moto.it

    Un suggerimento arriva dagli stessi ricercatori

    Ogni volta che si vede una mezzo a due ruote basta pronunciare a voce alta la parola “moto”.
    “Se le informazioni visive rilevanti sono codificate fonologicamente – spiega Chapman -, è stato dimostrato che non sono più soggette a interferenze visivo-spaziali”.