Passaggio all’elettrico nel 2035: il Regno Unito vuole bloccare pure le moto!

Il Governo inglese ha avviato una consultazione per valutare l’estensione a moto e scooter del divieto di vendita di motori termici, già previsto per auto e furgoni dal 2035. Una scelta tanto dannosa quanto inutile, visto che nel Regno Unito le due ruote contribuiscono solo per lo 0,5% all’inquinamento veicolare

Il Regno Unito sta seriamente valutando di estendere alle moto il futuro divieto di vendita di veicoli nuovi con motore termico, fissato per il 2035 limitatamente ad auto e furgoni anche nell’Isola, che ormai non fa più parte dell’Europa, ma che si è uniformata a questa data limite. Di moto finora nessuno aveva mai parlato, ma ora rimbalza questa polemica dall’Inghilterra, rilanciata dalla MCIA, l’Associazione dei Costruttori di Moto e di importatori di moto del Regno Unito.

Dunque il Governo inglese ha avviato una pubblica consultazione (vedi il documento ufficiale sul sito governativo) per valutare l’inclusione delle moto fra i mezzi da bandire dal mercato del nuovo (l’usato ovviamente continuerà a circolare) se dotati di motore termico. Di più, stanno pensando di anticipare al 2030 tale imposizione per alcune categorie di mezzi a due ruote, fra le quali quella delle 125 di categoria A1.

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L’opposizione dei costruttori e degli importatori

Nettissima l’opposizione della MCIA, che ricorda di aver sostenuto sin qui il piano d’azione del Governo in materia di emissioni zero, anche per quanto riguarda le due ruote, ma che ora si dichiara fortemente delusa.

Rappresentando solo lo 0,5% delle emissioni del trasporto nazionale del Regno Unito, questa notizia rappresenta un’opportunità mancata per consentire all’industria di avere più tempo per adattarsi e alla tecnologia di mettersi al passo”.

Tony Campbell, direttore generale della MCIA, ha commentato: “Riconosciamo che il nostro contributo ambientale aumenterà con la progressiva eliminazione di altre modalità di trasporto, e quindi sosteniamo la decisione di eliminare gradualmente i veicoli L1 – – ciclomotori – entro il 2030. Tuttavia, non condividiamo la decisione di includere i veicoli L3e-A1 – le 125 –, che anche con un motore ICE – a combustione interna – sono significativamente più efficienti dal punto di vista ambientale di alcune auto elettriche [1]”.

E prosegue. “Il Governo non ha considerato la complessità del settore della categoria L in termini di ciò che è o non è fattibile quando si tratta di eliminare gradualmente gli altri segmenti chiave del mercato”.

Nel nostro documento Journey to a Brighter Destination abbiamo presentato un’argomentazione convincente per continuare a sostenere il motociclismo da diporto di grossa cilindrata e perché deve essere trattato come tale nella consultazione. Le sue emissioni minime, il basso chilometraggio, l’importante contributo all’economia, allo sport, al turismo e i benefici per la salute mentale sono tutti motivi per cui è necessario un approccio più equo, progressivo e personalizzato, per eliminare gradualmente le nuove moto a emissioni non zero”.

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[1] – Questo il link cui fa riferimento Campbell: https://www.mcia.co.uk/posts/powered-light-vehicles-can-enable-transport

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