La moto messa KO dal Covid

Chiuse le aziende, chiuse le concessionarie; con i motociclisti chiusi in casa il settore delle due ruote è andato a zero, segnando un -97% delle vendite nel mese di aprile. Ora si deve ripartire. Si deve assolutamente ripartire. Confindustria ANCMA, l’Associazione delle imprese di settore, chiama in causa il Governo

Lunedì 4 maggio, ieri, è arrivata la Fase 2 che tanto agognavamo. Teoricamente non dovrebbe essere cambiato molto. Ora sono consentite le visite ai “congiunti”. E in molti hanno ricominciato a lavorare. Non tutti. Gli amici ristoratori sono disperati. E sono chiuse anche le palestre, come pure una serie di altre attività.

Abbiamo passato due mesi tremendi. 29.079 morti dopo, dopo essere stati chiusi in casa per due mesi, ora ci riaffacciamo alla vita. Anche troppo forse, a giudicare dal traffico e dalle persone che sono in giro per la città.

Diciamola tutta: non ce la facevamo più a stare immobili, e la scusa della visita ai parenti è sin troppo facile per farsi un giro.

Come andrà è difficile saperlo. Sullo sfondo c’è ovviamente il timore che l’epidemia riparta. Sarebbe un disastro. Però siamo già di fronte a un disastro economico.

Si è fermato tutto. Il settore motociclistico ha completamente chiuso i battenti. Hanno chiuso le concessionarie e le fabbriche. Solo le officine hanno potuto tenere su la serranda, ma erano in pochissimi a usare moto e scooter, e ancora meno quelli che si rivolgevano a un’officina per manutenzioni e riparazioni.

Oggi le fabbriche stanno riaprendo, e hanno rialzato la serranda pure i concessionari. Ci vorrà un po’ per ripartire. Soprattutto

ci vorrà la possibilità di usare seriamente la moto.

Si, d’accordo, con la scusa della visita ai parenti, soprattutto se lontani (ma nella stessa regione) qualche smanettata ci scapperà. Ma per riportare clienti alle concessionarie bisogna che le persone siano libere di usare il mezzo a due ruote. Che, come dicono tutti, è anche l’alternativa migliore al mezzo pubblico per la mobilità.

Una settimana fa ero al telefono con Paolo Magri, il presidente dell’Ancma, e mi diceva che non avevano il coraggio di guardare i dati di mercato, ma che li avrebbero comunque comunicati. Si aspettava un -95% rispetto all’aprile 2019. È andata addirittura peggio, con un -97%. E al posto delle consuete statistiche, questo mese è arrivato uno scarno comunicato stampa.

A questo punto speriamo. Speriamo nel 18 maggio, quando dovrebbe arrivare una riapertura maggiore. Il meteo quest’anno è bellissimo e le strade ci aspettano.

Il comunicato di Confindustria Ancma

FASE 2: MERCATO MOTO AZZERATO, SUBITO INCENTIVI

Il presidente dell’associazione dei produttori Paolo Magri: “– 47% primo quadrimestre, aprile – 97% su anno; urgente sostenere domanda interna penalizzata da lockdown nel periodo di massima vendita

Con le ultime settimane segnate dal blocco della rete di vendita, il mercato di aprile delle due ruote chiude con un netto e atteso – 97% sullo stesso mese dell’anno scorso, mentre i primi quattro mesi del 2020 fanno segnare un – 47% su base annua. Di fronte a questo prevedibile e preoccupante azzeramento del mercato nel periodo di massima vendita, il nostro settore industriale e la sua filiera dovranno essere aiutati o altrimenti saranno a fortissimo rischio. Per questo torniamo a chiedere all’esecutivo e al ministro Patuanelli che vengano previsti subito incentivi all’acquisto, al fine di sostenere la domanda di tutte le due ruote in un mercato che vive di forte stagionalità e che proprio per questo, a differenza di altri, non riuscirà a recuperare i volumi persi nel lockdown”. È quanto ha dichiarato oggi il presidente di ANCMA (Associazione ciclo motociclo e accessori) Paolo Magri, commentando i dati di immatricolazione delle due ruote a motore.

Mobilità due ruote protagonista fase 2 – “Abbiamo apprezzato l’idea del ministro De Micheli di prevedere il buono mobilità alternativa, tuttavia è evidente che, alla luce del ridimensionamento del trasporto pubblico, – ha rimarcato Magri – anche motocicli, scooter e ciclomotori saranno protagonisti della mobilità della Fase 2 per le loro prerogative esclusive, tra cui il minore impatto ambientale e quello sul traffico urbano, la garanzia di distanziamento sociale e la velocità negli spostamenti di lunga percorrenza”.

Rete concessionari in affanno – “Questa opportunità reale e concreta – ha concluso Magri – si confronta altresì con un rallentamento nella fiducia e del potere d’acquisto delle famiglie e con una rete di concessionari in pesante affanno: anche per questo riteniamo indispensabile e urgente un sostegno sussidiario al comparto da parte del Governo”.

Torniamo a noi, torniamo alle nostre storie. E vi linko direttamente qui l’intervento pubblicato poco fa da @zio-franco sul Forum. È una bella storia da leggere e rende molto l’idea. Cliccate QUI per leggerlo.

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