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I motociclisti piegano le spalle in curva?

La domanda è stata posta da uno degli intervenuti al Technical Forum di Atessa, e merita una risposta meditata
Nella foto d’apertura la stilizzazione delle forze che intervengono quando con la moto si viaggia in curva. Il pilota è il campione inglese John McGuinness, plurivincitore del TT dell’Isola di Man

Sono in molti oggi quelli che in curva si protendono con le spalle verso l’interno, ovviamente abbassandosi un po’. E sono molti anche gli istruttori che consigliano ai loro allievi di piegare in questo modo il loro corpo. Sembrerebbe essere un nuovo modo di guidare. Serve?

Premessa necessaria: che nella guida della moto c’è spazio per le interpretazioni soggettive, e che ognuno deve trovare la propria sintesi da ciò che può apprendere da più fonti.

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Perché spostare le spalle a interno curva

Ogni volta che curviamo si genera una forza centrifuga (quella di colore verde nella foto d’apertura), che tende a farci cadere verso l’esterno della curva. Contrastiamo tale forza usando la forza peso (quella di colore azzurro) e inclinando la moto e il nostro corpo all’interno della curva. Quanto pieghiamo? Esattamente quanto serve per bilanciare la forza centrifuga con la forza peso, vale a dire per creare un equilibrio fra le due forze. E se ci pensate, in curva viaggiamo in perfetto equilibrio.

Ovviamente se pieghiamo di più la moto, piegheremo meno il corpo, come fanno spesso i fuoristradisti e i piloti del Supermotard.

Viceversa, se pieghiamo di più il corpo, piegheremo meno la moto. Protendendoci con il nostro corpo all’interno della curva, avremo dunque l’effetto di riuscire a tenere la moto meno inclinata.

Torna utile? Si, per piegare meno dove abbiamo paura di piegare. O per andare più forte in curva a parità di piega, vale a dire ciò che fanno i piloti in pista. Ma sembrerebbero essere due situazioni che in strada non si verificano praticamente mai. Tra l’altro, se guardiamo i piloti, scopriamo che più che le spalle, loro spostano il bacino. E ci sono delle motivazioni.

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Perché non spostare le spalle a interno curva

La prima cosa che mi preme dire è che spostare il peso in quel modo, abbassando le spalle verso l’interno curva, quasi inevitabilmente ci porta ad avvitarci sulla moto. Cioè a ruotare con le spalle verso l’esterno curva. E avvitarsi è sempre un grave errore (tranne quando lo faceva Mick Doohan, visto che lui vinceva). Perché disunisce l’insieme moto+pilota, e ci porta a girare un po’ la testa verso l’esterno curva, limitando anche la nostra visibilità verso l’interno della curva. Proprio dove dovremmo guardare!

Se proprio volessimo spostare qualcosa, sarebbe meglio spostare il nostro bacino, che potremmo far scorrere verso l’interno curva. In questo modo sposteremmo una parte del nostro corpo molto vicina al punto dove applichiamo la maggior parte della forza che ci serve per portare la moto con noi dentro la curva, il fianco del serbatoio, sul quale spingiamo con l’interno della nostra coscia. Non casualmente è anche il punto più vicino al baricentro della moto. E quello più vicino al nostro baricentro, posizionato più o meno all’altezza dell’ombelico. Applicare la nostra forza qui ci aiuta a sentirci un tutt’uno con la moto che guidiamo. Ecco perché la nostra attenzione è meglio concentrarla sull’inguine e sull’interno coscia

Michael Dunlop TT Isle of Man

Michael Dunlop al TT non accenna minimamente a spostare le spalle a interno curva. Solo un piccolo spostamento del bacino

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Serve spostare il bacino in curva?

Si, ai piloti. E a quelli che vanno molto molto forte. Perché fino al raggiungimento del limite massimo di piega consentito da moto, pneumatici e condizioni di aderenza, di solito è sufficiente piegare la moto. Il bacino lo si sposta in pista, dove non ci sono imprevisti. In strada, dove può succedere di dover cambiare traiettoria all’improvviso, meglio rimanere con il corpo seduto in posizione centrale sulla moto, per avere tutti i comandi a portata d’uso e godere della simmetria del nostro corpo, che ci consente di lavorare allo stesso modo a destra come a sinistra.

Non a caso, a differenza dei piloti della Superbike (lasciamo stare la MotoGP che è molto più estrema), quelli che corrono le gare stradali spostano meno il loro corpo. Perché le condizioni di guida imposte dalla strada sono assai diverse dalla pista. Comunque, fino agli anni Novanta ci sono stati piloti del Campionato Mondiale Grand Prix che correvano senza spostare il corpo minimamente e senza toccare con il ginocchio! L’esempio più famoso è stato Christian Sarron, che vinse un mondiale 250 e chiuse due volte al terzo posto il campionato della 500 iniziando solo nell’ultima parte della sua carriera a toccare con il ginocchio. Insomma, si può andare fortissimo perlomeno su strada senza usare il proprio corpo per bilanciare la forza centrifuga in curva.

Christian Sarron

Christian Sarron ha iniziato a usare il corpo per bilanciare la moto in curva solo negli ultimi anni della sua (vittoriosa) carriera

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Quanto si può piegare su strada?

Martin Winkelbauer, dell’ente austriaco KFV (Kuratorium für Verkehrssicherheit – Consiglio di fondazione per la sicurezza stradale), ha presentato uno studio europeo sulle cause d’incidente. Fra le voci che contribuiscono agli incidenti, al primo posto troviamo l’uscita dalla propria carreggiata. La sua presentazione comprendeva un paio di video nei quali si vedevano motociclisti affrontare una curva, arrivare a un determinato angolo di piega e non scendere oltre. Peccato che quella piega non fosse sufficiente a chiudere la curva alla velocità alla quale era stata affrontata. Così la moto finiva inevitabilmente per allargare la traiettoria fino a uscire, rotolando sull’erba. Quei motociclisti avrebbero potuto piegare di più, senza alcun problema, ma non sono stati in grado di farlo. Avevano affrontato la curva a una velocità non eccessiva in assoluto, ma eccessiva per le loro capacità.

Questo ci introduce al concetto di Roll Angle Phobia, che potremmo semplicemente tradurre come paura di piegare. Con una domanda che poniamo noi: quanti motociclisti sanno che quando piegano le loro gomme hanno un’impronta a terra più ampia di quando marciano in rettilineo, proprio per garantire l’aderenza necessaria? E quanti sono quelli che si sentono sicuri anche con la moto piegata? Forse bisognerebbe lavorare di più su questo concetto, per mettere tutti in condizione di piegare in scioltezza e tranquillità, senza cercare la scorciatoia (molto psicologica) di inclinare le spalle dentro la curva.

motociclista curva ginocchio a terra Suzuki

Quanto si può piegare su strada? Parecchio

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Come si impara a piegare?

Qui si potrebbe aprire un altro capitolo. Molto molto per sommi capi, ricordate che la moto va dove guarda il pilota? Quindi guardate lontano, guardate dove volete mettere le ruote, e la moto ci andrà facilmente. Poi ricordatevi di non guidare troppo con il manubrio: la guida di manubrio ha un grosso limite nel fatto che demanda unicamente alla ruota anteriore, e alla sua ridotta impronta a terra, il compito di trasferire a terra la forza necessaria a far inclinare la moto e a mutare la sua direzione di marcia. Guidate piuttosto con l’interno coscia, portando la moto “con voi” dentro la curva. Come ballare il tango: pilota e moto sono una coppia, e il pilota è quello che guida, la moto è guidata.

Da ultimo, se la vostra moto è in ordine, se le gomme sono buone e alla corretta pressione di gonfiaggio (quella indicata dal costruttore della moto), se l’asfalto è buono, potrete piegare molto in tutta sicurezza. Anche 45 gradi.

Mano a mano che la vostra esperienza di guida aumenta, meglio se su strade conosciute, divertitevi a dondolarvi fra una curva e l’altra, siate leggeri. Voi e la vostra moto assieme: portatela con voi. Scoprirete un modo nuovo di andare in moto, molto meno faticoso e di maggiore soddisfazione!

Jorge Martin Ducati Pramac 2023

Poi c’è la MotoGP, con Jorge Martin che sposta tutto il suo corpo in maniera acrobatica, ma questa è tutta un’altra cosa da quello che facciamo noi motociclisti della domenica

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