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Honda e l’elettrico: la rivoluzione che verrà

La Honda ha annunciato un progetto di elettrificazione dei suoi veicoli che la porterà ad avere 30 modelli a listino nel 2030, con un investimento superiore ai 3 miliardi di euro. L’avvento dell’elettrico è più vicino. Seguiranno altri costruttori?

E così anche la Honda questa mattina ha annunciato la sua svolta elettrica. Con una conferenza stampa convocata alle 16.30 del Giappone, le 8.30 italiane, hanno annunciato 500 miliardi di investimenti (3 miliardi e 89 milioni di euro) e 30 nuovi modelli elettrici entro il 2030. Con l’obiettivo di venderne 4 milioni di pezzi l’anno, il 15% del mercato dueruotistico di Honda.

Ma non stavano lavorando sull’idrogeno? Sicuramente lo stanno ancora facendo; ma per ora il mondo va verso l’elettrico plug-in, e la Honda si adegua. Lo fa utilizzando le “Swappable batteries”, le batterie intercambiabili.

Con le batterie intercambiabili chiunque potrà andare a una stazione di scambio per lasciare la batteria scarica e prenderne una con il pieno di elettroni. Un sistema che era stato pensato – se non ricordo male – dalla Renault, ma che finì in un buco nell’acqua. Forse i tempi non erano maturi, forse l’investimento per dotare tutti i concessionari delle batterie necessarie a garantire gli scambi era eccessivo. La Honda oggi ci crede e rilancia.

Mercato asiatico moto elettriche

Per ora i mercate elettrici più importanti nel mondo sono quello asiatico e quello indiano

Honda programma nuovi modelli elettrici

Da qui al 2030 arriveranno 30 nuovi modelli elettrici Honda, comprese moto sportive, naked e Offroad

Dopo l’Em1 e: lanciato nel 2023 (lo scooter della foto d’apertura), uno scooterino analogo a un 50 cc, nel 2024 arriveranno due scooter di categoria A1. Poi, tra il 2026 e il 2027 arriverà uno scooter di dimensioni e prestazioni più generose, un commuter. Di lì a poco, entro il 2030, i modelli elettrici saranno 30, comprendendo moto sportive, naked e offroad.

Per fare questo la Honda investirà molto. 500 miliardi di yen, come detto in apertura, ma rinuncerà anche a dei guadagni: fino al 2030 la marginalità, il guadagno, sui mezzi elettrici sarà del 5%, la metà di quella delle due ruote con motore termico. La casa dell’ala farà infatti in modo da rendere gli elettrici economicamente confrontabili con i termici. E il confronto l’utente lo farà comprendendo l’uso, perché a fronte di un prezzo d’acquisto più elevato, il Plug-in garantisce costi di gestione inferiori.

Poi, sempre entro il 2030, il prezzo d’acquisto si ridurrà del 50%. Succederà grazie all’ottimizzazione sulle batterie, e dal 2025 debutteranno anche quelle con tecnologia Litio-Ferro-Fosfato (LFP), che affiancheranno le classiche agli ioni di litio (Li-Ion). Verranno ottimizzate le linee produttive, con catene di assemblaggio più corte del 40%. Si spingerà al massimo sulla modularità, utilizzando parti comuni per modelli differenti, riducendo i costi. E si affinerà al massimo la catena degli approvvigionamenti.

I nuovi modelli saranno molto votati alla connettività. Oggi è normale mettere in connessione lo smartphone con la strumentazione del veicolo che guidiamo. A breve quel veicolo sarà in grado di darci suggerimenti e consigli in relazione al nostro itinerario; anche solo segnalandoci i punti di ricarica. Poi, con il tempo (non tanto, si parla del 2030), imparerà a riconoscerci, capirà il nostro stile di guida e le nostre esigenze, e personalizzerà le sue proposte su di noi.

Honda confonto costi elettrico vs termico

La Honda punta a raggiungere da subito una parità di costi fra elettrico e termico

Honda piattaforma modulare

La modularità dei componenti consentirà di ridurre molto i costi di progettazione e produzione dei nuovi veicoli

Nella conferenza quelli della Honda hanno accennato anche a un altro aspetto, connesso alla connettività. Sfrutteranno i dati raccolti per analizzare l’uso che viene fatto dei loro veicoli, e svilupparli per renderli sempre più adeguati a quanto richiesto da chi li guida. E siccome i nuovi modelli potranno aggiornarsi costantemente grazie alla connessione con la casa madre, questa operazione di plasmare il veicolo sul suo proprietario potrà essere più frequente di quanto ci si aspetta.

Alla luce di tutto questo, è chiaro che la svolta elettrica, che in molti stavamo commentando come in arretramento, è tutt’altro che archiviata. Ho recentemente messo il naso anche nel documento di un’altra casa giapponese, che ha fatto molte valutazioni sull’utilizzo tipo delle sue moto per decidere di fare un prodotto adeguato a ciò che chiede l’utente medio (ne parlerò in un futuro articolo).

I costruttori vanno dunque avanti verso l’elettrico. Il mondo li ha sollecitati a farlo, e loro hanno dovuto (spesso malvolentieri) cambiare rotta. Hanno interrotto lo sviluppo del termico, dirottando gli investimenti sull’elettrico; anche se il termico ormai era tutt’altro che inquinante. Ora però il passo è fatto, e anche se il mercato non sembra accettare i nuovi veicoli, le case li propongono. Con un piano di test ride piuttosto ampio. La Honda pianifica ad esempio di realizzare degli Experience Centers, per consentire a chiunque di entrare in contatto con gli elettrici, vedere tutta la gamma e provare i modelli d’interesse.

Quanto alla nostra opinione di utenti, sono in molti fra i costruttori a pensare che siamo così negativi perché l’elettrico non l’abbiamo mai provato, o perché psicologicamente abbiamo paura di restare senza carica, anche se poi le nostre percorrenze giornaliere sono enormemente inferiori a quelle già garantite dalle batterie.

Insomma, la rivoluzione ormai sembra essere partita. Si comincia dagli “Early adopters”, quelli che per primi vogliono convertirsi alla nuova tecnologia. A loro la Honda punta, come testa d’ariete. Ai commuter che non potranno che trarre giovamento passando all’elettrico. Poi arriveranno i modelli più impegnativi, quelli che rispondono anche alla passione.

La scommessa è lanciata

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