Ducati Multistrada V4 Pikes Peak: che bomba!

Multistrangola è tornato sulla Multistrada V4, questa volta in versione Pikes Peak, per scoprire una moto totalmente diversa dalla versione base. E dopo le critiche riservate alla prima versione, questa volta il suo cuore ha iniziato a battere forte per questa “hypersport dalle gambe lunghe”

di Andrea Arcesi (@multistrangola)

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Coniugare la sportività estrema con l’originaria vocazione turistica del progetto Multistrada. Era questo probabilmente il target degli ingegneri Ducati. E a mio avviso hanno centrato in pieno l’obiettivo.

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Le differenze con la versione base

Ducati Multistrada V4 Pikes Peak

Si percepisce al primo sguardo che qualcosa è cambiato in confronto alla sorella V4. La ruota anteriore da 17 riempie meno lo spazio tra gomma e “becco”, ma dà un tono di aggressività che preannuncia perentoriamente il carattere di questo mezzo. La colorazione è l’ennesima variazione sul tema Pikes Peak, ed è sicuramente tra le più riuscite. Personalmente continuo ad avere qualche perplessità sulla zona che va dalla fine del serbatoio alla parte posteriore, ma l’adozione del forcellone monobraccio contribuisce in maniera positiva all’estetica della moto.

Una volta in sella la differenza con la versione turistica si sente. La postura è leggermente più caricata in avanti grazie al manubrio più basso, più stretto e con una curvatura meno accentuata. Le pedane sono più alte e arretrate di 10 mm, per creare una posizione delle gambe più efficace nella guida sportiva; il rovescio della medaglia è che alla lunga può risultare più stancante. All’inizio la larghezza del serbatoio, specie per chi è abituato a moto più snelle, lascia qualche perplessità, ma dopo pochi minuti non ci si fa più caso.

Due parole sulla strumentazione. Siamo ormai abituati a questi display che regalano decine e decine di informazioni, ma volendo cercare il pelo nell’uovo, ritengo questa concentrazione di dati inutile, specie per chi ha bisogno degli occhiali. Un display di questo tipo offre tante info utili assieme ad altrettante info inutili… tutte in caratteri microscopici. Preferirei avere la possibilità di scegliere cosa vedere, magari anche regolando la grandezza dei caratteri.

Ducati V4 Pikes Peak strumentazione

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Su strada si entra subito in sintonia

Il peso, anche se diminuito di 4 kg in confronto alla V4 (214 kg contro 218), in manovra e alle basse velocità si percepisce. Basta però raggiungere qualche decina di km/h e la moto assume una equilibrio e una maneggevolezza inaspettata. Siamo su un altro livello rispetto alla V4 base, dalla quale questa Pikes Peak differisce per la ruota anteriore da 17” (contro i 19″), per la diversa inclinazione del cannotto (25,75° invece contro 24,5°), per l’avancorsa (120 mm contro 102,5) e per l’interasse (1595 mm contro 1567). Poi ci sono i cerchi forgiati in alluminio della Marchesini, che da soli tolgono 2,7 kg rispetto alla versione più turistica.

Insomma, la Multistrada V4 Pikes Peak è una moto diversa, che scivola via tra le curve, dando immediatamente una sensazione di appoggio e maneggevolezza che lascia entrare subito in confidenza con il mezzo.

Tutto molto bello, ma è al ruotare deciso della manopola del gas che si apre un mondo sconosciuto ai più. Inserendo il riding mode “Race” (esclusivo per questa versione), il motore da 170 CV a 10500 giri e 125 Nm di coppia massima a 8750 giri assume un carattere a dir poco esplosivo. In basso ricorda molto un bicilindrico, ma dai medi ai massimi diventa sconvolgente. La spinta può essere tanto terrorizzante per un neofita quanto esilarante per un pilota smaliziato. Ho provato le stesse sensazioni solo su alcune moto da corsa che ho avuto il privilegio di guidare. In questo tripudio di potenza, tutto sembra fatto per aiutare il pilota a gestire la guida in maniera sicura, mantenendo però inalterato il gusto.

Ogni apertura del gas corrisponde a una scarica di adrenalina, e la cosa incredibile è che il reparto sospensioni (le elettroniche Smart EC 2.0 della Ohlins) , il telaio e le ottime gomme Diablo Rosso IV, fanno tutto il necessario per non mettere mai in crisi il pilota e regalare solo una guida precisa e sicura in ogni frangente. Sulle sospensioni tra l’altro, le stesse montate sulla Panigale V4S e sulla Streetfighter V4S, c’è da aprire un capitolo a parte. Sono definite infatti “event based”, perché in funzione della guida del pilota si regolano di conseguenza, adattandosi ai momenti più paciosi quando si va piano o settandosi sul massimo della sportività quando si guida forte. Infine l’impianto frenante, anche questo derivato dalla Panigale V4: le pinze Brembo Stylema all’anteriore con dischi da 330 mm lavorano in maniera stratosferica, ma il posteriore è appena sufficiente. Come da tradizione Ducati, oserei dire.

Insomma, questa Ducati è una bomba, e a tenerla sotto controllo aiuta molto un’elettronica completissima. Dalle mappe ai sistemi regolabili di controllo trazione, antimpennata, e ABS cornering della Bosch. E poi il radar davanti e dietro, con l’Adaptive Cruise Control, in grado di mantenere la distanza di sicurezza dai veicoli frenando e accelerando, e il Blind Spot Detection, che segnala a mezzo di led sugli specchietti la presenza di veicoli negli angoli morti di visuale.

Un accenno sul prezzo. 30 mila euro sono una cifra molto elevata, almeno questo pensavo prima di provarla. Ora però credo che valga ogni centesimo.

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Tutto bellissimo, con un dubbio…

In conclusione, una moto dove tutto è al top, e nessun particolare è stato lasciato al caso. Ma vi lascio con una considerazione . Come si fa a sfruttare anche solo il 50% del potenziale di questa moto su strada? E soprattutto chi sarà in grado di gestirla in modo sicuro, senza farsi prendere la mano e soprattutto percependo la velocità che questo mezzo esprime in ogni frangente?

  • Ohlins Smart EC 2.0 ammortizzatore
  • Ohlins Smart EC 2.0 forcella
  • Ducati Multistrada V4 Pikes Peak Forcella e freno anteriore
  • Ducati Multistrada V4 Pikes Peak cerchio Marchesini scarico Akrapovic
  • Ducati Multistrada V4 Pikes Peak monobraccio e ammortizzatore
  • Ducati Multistrada V4 Pikes Peak

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Un pensiero su “Ducati Multistrada V4 Pikes Peak: che bomba!

  • mercoledì, 30 Marzo, 2022 in 12:49
    Permalink

    Credo che sia una moto favolosa, non ho il minimo dubbio, non è la mia moto, non amo le super potenze, e soprattutto non amo la troppa elettronica, preferisco arrivare sul passo 3 minuti dopo con un motard da 70cv, rimane un oggetto esclusivo con un valore tecnico altissimo, siamo in presenza del meglio della produzione motociclistica. La mia domanda è la solita che si è posta Andrea, nostro eccezionale tester, come la sfrutti una moto del genere? Quando scarichi tutti i cavalli a terra? Faccio un esempio con la mia ex moto, l’Hypermotard 939, estremamente molto meno potente di questa: quelle tre volte che ho tolto tutti i controlli, o meglio tutto quello che le impostazioni mi permettevano di togliere, la moto era molto più performante e soprattutto non ne voleva sapere di stare con la ruota davanti giù. Quindi, anche se la manopola del gas di questa V4 ti da la sensazione di “aprire tutto” quanto in realtà l’elettronica ti taglia?

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