Autostrade: al via il Cashback dei pedaggi

Parte oggi il cashback di Autostrade per l’Italia (Aspi). Dopo anni di polemiche, prende finalmente il via la campagna di rimborso del pedaggio, nei casi di forti rallentamenti della circolazione per disservizi della rete autostradale

Tutto nasce dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova. È da lì che sono partiti quei controlli a tappeto che hanno evidenziato molte gravi criticità infrastrutturali. Ne è seguita l’apertura di tantissimi cantieri, con forti rallentamenti del traffico; che ovviamente danneggiano gli utenti.

Ora finalmente arriva il promesso meccanismo di rimborso dei pedaggi in caso di traffico. Con un sistema semiautomatico, al quale potremo accedere tutti. C’è però un vulnus, che si spera venga risolto prima possibile: il rimborso per ora si applica alle sole tratte in concessione ad Aspi (Autostrade per l’Italia), circa il 50% del totale della rete.
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Il funzionamento del cashback

Per ogni tratta viene calcolato un tempo standard di percorrenza, sulla base di una velocità media di 100 km/h. Si ha diritto al rimborso per ritardi più o meno consistenti, in funzione della lunghezza del tragitto.

Si comincia da ritardi superiori ai 15 minuti su tratte fino a 29 km, per i quali si ha diritto al 100% del pedaggio. Poi, mano a mano che sale il chilometraggio percorso, aumentano i ritardi che danno diritto al rimborso, e diminuisce la percentuale di pedaggio rimborsata. Fino a tratti superiori ai 500 km, per i quali serve un ritardo superiore ai 120 minuti per avere un rimborso del 50% del pedaggio pagato. Il tutto è sintetizzato nella tabella qui sotto.
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Cashback autostrade schema
LO schema pubblicato sul sito freeto-x.it

Come detto, sono rimborsabili solo i pedaggi dei tratti gestiti da Aspi, e non quelli di altre società concessionarie. Il meccanismo si attiva però anche se si entra o si esce da un casello su un’autostrada gestita da un’altra società concessionaria; o se si percorre solamente un tratto Aspi nel totale del percorso. Nessun rimborso invece sulle autostrade a sistema aperto, quelle sulle quali si paga solamente in entrata o in uscita. Con tanti saluti ai pendolari, che spesso ne sono i principali fruitori.
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In quali casi si attiva il rimborso

Sul sito appositamente aperto freeto-x.it si legge che “il rimborso può essere erogato nel caso di cantieri per lavori che impattano la fluidità del transito, a causa della riduzione delle corsie originariamente disponibili (esclusa la corsia di emergenza). Non si ha diritto al rimborso nel caso di cantieri per ripristini di sicurezza urgenti dovuti ad incidenti, né per ritardi causati da traffico intenso, incidenti, eventi meteo, manifestazioni, o qualunque altra motivazione diversa dai lavori”.
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Cosa deve fare l’utente

Chi possiede il Telepass non deve fare nulla: il rimborso sarà automatico, e si potrà scegliere fra un credito da scalare in fattura o un bonifico su conto corrente. Per gli altri, per coloro che pagano con carte o in contanti, il punto di partenza è lo scaricamente dell’App gratuita “Free To X”. All’interno della quale ci si registra, fotografando un proprio documento d’identità e comunicando un indirizzo email.

Poi, in occasione di ogni viaggio nel quale si è registrato un ritardo che si ritiene dia diritto a rimborso di una quota del pedaggio, si dovrà fotografare lo scontrino di esazione rilasciato dal casello, inviandolo con la stessa App. Nel giro di 48 ore la pratica sarà processata, e in caso di accoglimento della domanda, si potrà comunicare il proprio Iban.

Questo però succederà dal prossimo 1° gennaio. Per ora invece tutti noi potremo solo accumulare crediti, che verranno rimborsati nel 2022.
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Per approfondire

Antitrust di nuovo contro Autostrade per l’Italia

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