Assicurazioni: leggere bene le polizze per risparmiare

Quanto sappiamo di assicurazioni? Poco, molto poco. Spesso ne siamo consapevoli, ma preferiamo comunque fare da soli nella scelta delle nostre polizze. È quanto emerge dalla ricerca sulle conoscenze e i comportamenti assicurativi degli italiani, promossa dall’Ivass (l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni) e realizzata dall’Università di Milano Bicocca e dalla Doxa

L’indagine

54 domande per 2053 intervistati, per indagare su conoscenza assicurativa, fiducia verso le compagnie e gli intermediari, avversione al rischio, logica assicurativa ed efficacia della comunicazione del mondo assicurativo. I risultati sono stati sintetizzati con punteggi espressi in 100esimi; con la sufficienza che equivale dunque a 60 punti.
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L’Indice generale di assicurazione in Italia è di 54/100

Iniziamo dalla conoscenza assicurativa, che segna un punteggio molto basso: 30,4. La conoscenza assicurativa degli italiani è insufficiente, sia quella di base – che è stata indagata chiedendo la definizione corretta di tre concetti tipici della cultura assicurativa: Premio, Franchigia, Massimale – sia quella sui prodotti assicurativi.

Un eccesso di fiducia nelle proprie conoscenze emerge dalla differenza fra la percentuale di chi afferma di avere conoscenze assicurative e quella di chi risponde correttamente alle domande. Traduciamo:

il 60% degli intervistati afferma di conoscere bene i tre concetti di premio, massimale e franchigia, ma la percentuale di chi risponde correttamente e congiuntamente alle domande su questi tre concetti è appena del 13,9%.

E un quarto del campione di coloro che ritengono di conoscere cosa si intenda per premio, pensa che con esso si possa indicare anche il capitale in caso di rimborso.

Il 68,7% delle persone ritiene di non aver bisogno dei consigli dell’assicuratore né di doversi affidare a fonti informative esterne. Cosa che può portare a scelte errate e poco utili in caso di sinistro.

Inaspettatamente è abbastanza alto l’indicatore della fiducia (59,5), che rimane tuttavia al di sotto della sufficienza.
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Perché ci assicuriamo poco?

Interessante la divaricazione fra l’avversione al rischio degli intervistati e la loro adesione a formule assicurative che potrebbero abbattere quel rischio. Ad esempio per il 76,7% degli intervistati c’è forte timore per malattie o infortuni, tuttavia una Polizza Malattia è sottoscritta solo dal 10,6% degli intervistati, percentuale che sale al 20,2% per la Polizza Infortuni. Certo, in questo caso va considerata anche la disponibilità economica delle persone intervistate, perché fra l’essere spaventati e il poter porre rimedio con un’adeguata polizza assicurativa, corre l’esigenza di avere i soldini necessari in banca.
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Comunicazione da migliorare

Il punteggio raggiunto dall’efficacia della comunicazione assicurativa è pari a 56,3. Il set informativo dei prodotti assicurativi è considerato abbastanza chiaro solo dal 34% degli intervistati; più del 50% invece manifesta insoddisfazione sulla comprensibilità. In particolare, scarsa comprensibilità, opacità e complessità delle polizze è rilevata dagli intervistati con alta scolarizzazione. Insomma, curiosamente chi è più consapevole, perché dispone di strumenti interpretativi/culturali maggiori (laureati e studenti) o perché è più abituato ad assicurarsi, ritiene le informazioni assicurative scarsamente comprensibili.

La scarsa comprensibilità risulta tra le principali cause di mancata sottoscrizione della polizza (50%), subito dopo il costo (67,5%). seguono la sfiducia nei confronti delle assicurazioni (42,4%) e da esperienze negative pregresse (28,7%).
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