Assicurazioni: l’Ancma teme un aumento del 20%! (aggiornato)

Il Governo potrebbe a breve introdurre modifiche alla RCAuto e gli industriali della moto (Confindustria ANCMA) lanciano l’allarme: potrebbe scaturirne un aumento delle polizze del 20%. In realtà a crescere sarebbero solo i premi di un paio di marchi assicurativi, vi spieghiamo perché

Confindustria ANCMA teme che in futuro potremo avere un rincaro delle assicurazioni del 20%. Lo scrive nel comunicato sull’andamento del mercato moto a ottobre. Il motivo è in una modifica al Codice delle Assicurazioni che il Governo starebbe pensando di inserire nel Decreto Concorrenza, allo studio in questi giorni.

La nuova norma obbligherebbe le compagnie straniere ad aderire al sistema del risarcimento diretto dei sinistri, la cosiddetta Convenzione CARD; al pari delle compagnie italiane. Non tutti sanno infatti che le compagnie con sede legale all’estero possono scegliere di non aderire al risarcimento diretto.

Che il Governo stia pensando di introdurre questa modifica dell’ordinamento assicurativo è molto probabile. La differenza di trattamento fra compagnie italiane e straniere sta infatti creando parecchi grattacapi, anche se sembra siano solo un paio i broker e le compagnie assicuratrici straniere che offrono polizze non aderenti alla Convenzione CARD. Sono però proprio quelle compagnie che hanno tariffe sensibilmente inferiori alla concorrenza e che, per questo, stanno facendo incetta di assicurati. La cosa pone diversi problemi, sia agli assicurati sia a chi deve occuparsi di libera concorrenza.

Nella mattinata odierna (3-11-2021) Confindustria ANCMA è tornata sull’argomento con un comunicato nel quale sostanzialmente dice che il sistema di risarcimento diretto per le moto non funziona, perché opererebbe bene solo sui sinistri fra veicoli di medesima categoria. Per gli altri, visto che le moto spesso eccedono i forfait che le compagnie si scambiano per rifondersi i danni, i motociclisti finirebbero per percepire risarcimenti insoddisfacenti. Non ne siamo però convintissimi. Altrimenti il problema dovrebbe verificarsi ogniqualvolta il sinistro (di qualunque veicolo) eccede nei costi il valore dei forfait. Senza contare che in caso di offerta di risarcimento non accettata, il danneggiato può tentare la strada della mediazione assistita o del ricorso all’avvocato.

Che poi il risarcimento diretto abbia altri problemi, non c’è dubbio, e ne parliamo più avanti. Ma se passasse la norma allo studio da parte del Governo, l’unico effetto che si avrebbe sarebbe un aumento dei premi di quelle polizze che a oggi non aderiscono alla Convenzione CARD. Ma vediamo più in dettaglio cosa significa fare una polizza di questo tipo.

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Problemi in caso d’incidente

Dal punto di vista nostro di consumatori, se stipuliamo una polizza non aderente alla Convenzione CARD, in caso d’incidente con ragione ci dovremo rivolgere alla compagnia della controparte per avere il risarcimento; con tempi di gestione del sinistro sicuramente più lunghi e maggiori difficoltà. Ma non solo.

Nel caso in cui fossimo noi a provocare un incidente, la persona da noi danneggiata sarà costretta a sua volta a rivolgersi alla nostra compagnia e non alla sua, anche se la sua aderisce al risarcimento diretto. E questo sicuramente non è giusto per chi ha pagato una polizza più cara proprio per avere maggiori servizi.

Alterata la libera concorrenza

C’è poi un problema di correttezza della concorrenza fra compagnie, che debbono operare tutte sullo stesso piano. Le compagnie no-CARD riescono a contenere le loro spese e ad offrire tariffe più basse. In questo modo però sono eccessivamente avvantaggiate rispetto alle compagnie CARD, alle quali stanno infatti portando via molta clientela.

Vantaggi e dubbi sul risarcimento diretto

Ora si tratta di capire se l’eventuale scelta del Governo di livellare il mercato sull’offerta di polizze CARD sia la strada giusta o meno. Da una parte c’è la comodità e rapidità del risarcimento diretto. Ci si rivolge alla propria compagnia, che ci deve fare una proposta di risarcimento entro 30 giorni nel caso in cui ci sia una denuncia congiunta (CID), e in 60 se la denuncia è presentata solo dal danneggiato. Una volta accettata la proposta, entro 15 giorni deve arrivare il risarcimento.

Per contro, su come è stato congegnato il risarcimento diretto ci sono parecchi dubbi. Il sistema sembra infatti invitare le compagnie a chiudere un occhio e pagare le piccole truffe, sulle quali guadagnano le stesse assicurazioni (ne parliamo estesamente in questo articolo). E allora, il fatto che qualche compagnia straniera riesca a offrire tariffe particolarmente convenienti anche (e probabilmente non solo) non aderendo alla Convenzione CARD, sembrerebbe essere l’effettiva dimostrazione che il sistema del risarcimento diretto va definitivamente rivisto.

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