Vi racconto la mia Aspes Juma

Home Forum Motoskills – Forum Motoskills – C’era una volta Vi racconto la mia Aspes Juma

  • Questo topic ha 6 risposte, 4 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 1 anno, 9 mesi fa da Fuzz.
Visualizzazione 5 filoni di risposte
  • Autore
    Post
    • #17572
      Mastic
      Amministratore del forum

      Inciampi in una scatola di ricordi per caso e… finisce che ti viene la voglia di scrivere un articolo su una moto avuta e amata tanti (troppi) anni fa.
      A 16 anni ho avuto un’Aspes 125 Juma. È stata un’esperienza fantastica.
      Ve la racconto QUI!

    • #17579
      topomotogsx
      Partecipante

      Il 125 è un passaggio che mi manca, in tutti i sensi. A casa mia la moto non è mai stata vista bene, ogni volta che tiravo fuori l’argomento ero costretto a rimetterlo subito via, perchè le risposte non lasciavano spazio e troncavano sul nascere ogni tentativo: “E’ pericoloso, non ci sono soldi per la moto, finchè vivi in questa casa fai quello che diciamo noi, piuttosto cercati altro a cui pensare”.
      Erano queste risposte a frenare ogni mio desiderio ed ogni mio sogno. Quindi mi sfogavo sul Ciao, ogni tanto un pezzettino di elaborazione, ogni tanto una piccola modifica (tra le altre, un serbatoio aggiuntivo sotto il sellone lungo per avere maggiore autonomia).
      Passai direttamente al 600.
      Ma oggi, invecchiando, mi rendo conto che il mio percorso su 2 ruote è monco, manca un pezzo: quello delle piccole cilindrate a 2 tempi. A 16 anni mi affascinavano 2 moto, la Laverda e lo Zundapp 125 (montavano lo stesso motore). L’Aspes era un prodotto di nicchia, a scuola ne vedevo uno ma allora non lo capivo.
      Non avendo vissuto il 125 non ho quei ricordi, ovviamente. E mi dispiace.
      Credo anche di essere uno dei pochi a cui non è mai piaciuta la Vespa. Ho provato a guidarla con risultati disastrosi.

      • #17581
        Mastic
        Amministratore del forum

        La Vespa mi piace per quello che è. E mi riferisco al Vespone PX, magari il precedente TS. Belle.
        Ne ho guidate molte, mi piacciono, ma… obiettivamente non sei stato disastroso tu. È la Vespa che è disastrosa se presa e guidata come una moto.
        All’epoca secondo me andava bene per portarci le ragazze a spasso. Era comoda e rassicurante. Sotto la sella ci mettevi l’asciugamano da mare e il costume da bagno. Magari anche la merenda.
        La chiedevo spesso in prestito a un amico appositamente per queste uscite. Come ha ben spiegato anche @piper nel suo articolo

    • #17582
      Stefano.gr
      Partecipante

      L’epoca dei 16 anni, quanta nostalgia, soprattutto adesso che ho passato i 50 da poco, ma purtroppo sulla schiena me ne sento molti di più.

      Anche io ho avuto una 125 appena compiuto i 16 anni, ma non era quella dei miei sogni. A me piaceva la Laverda 125 che già era sul mercato da diversi anni, ma quella che mi aveva letteralmente fatto perdere il sonno era la Honda NS 125 F, era stata appena lanciata sul mercato, a me all’epoca sembrava qualcosa di simile ad una astronave, con quel due tempi raffreddato a liquido fra i più performanti di allora e con una linea meravigliosa.

      Invece mi toccò la Honda CS 125, praticamente una CB 125, motore 4 tempi fra i più spompati al mondo, però alla fine ci avevo preso un buon feeling, riuscivo a sopperire alla poca cavalleria tenendo sempre aperto il gas e cercando di farla scorrere in curva per non perdere velocità. La cosa più comica che aveva la mia CS 125 era il freno a disco anteriore, ad azionamento meccanico. Si avete capito bene, c’era un cavo di acciaio che andava ad azionare la pinza freno, con il risultato che appena si azionava il freno, la forcella aveva il suo naturale assestamento, ciò causava una reazione sul cavo di frenata che si traduceva a sua volta con delle enormi variazioni sulla modulazione della frenata stessa, in pratica una frenata impegnativa diventava una partita a basket con la forcella perché di fatto le enormi variazioni di coppia frenante si traducevano in continue oscillazioni della forcella, qualcosa di molto simile ad un incubo, chissà se qualcuno se la ricorda, temo che Luca all’epoca ancora non lavorasse in Honda.

    • #17583
      Stefano.gr
      Partecipante

      Comunque alla fine, sulla NS 125 F ci andavo spesso e volentieri, l’aveva acquistata un mio amico e me la prestava volentieri, anche perché fui io ad installare il gruppo termico da 190 cc, getti al carburatore e con lo scarico originale raggiunsi sulla Roma L’Aquila ( che era ed è vietata alle 125) il fondo scala del contachilometri, che equivaleva a 170 Km/h magari effettivi saranno stati 150, ma mi sembrava letteralmente di volare !!!

    • #17584
      Mastic
      Amministratore del forum

      Io dopo lo Juma ho guidato molte 125. Perché avevo amici che ne avevano e guidavo spesso le varie moto. Una che non ho mai guidato e che era superiore alla mia Aspes fu la HRD. E non guidai mai neanche l’Aprilia AF1 o la Cagiva C7. Ormai ero in giro con il Ducati Pantah
      Era l’epoca folle nella quale le 125 superavano i 30 cavalli di potenza. Se ne vendevano tante, e il Campionato Italiano Sport Production era una vetrina molto ambita dalle case, che per questo iniziarono a produrre vere e proprie moto da corsa pensate sulla base di quel regolamento.
      Fu bellissimo, ma anche un suicidio. Perché quelle moto erano troppo performanti. E finì il mercato delle 125.

      Però che fortuna ad averne avuta una. E magari ad averne una oggi.

    • #17636
      Fuzz
      Partecipante

      Bastardo 🙂 l’Aspes è stato il mio sogno proibito…me ne innamorai, andando a vedere la corsa in salita; Pestello/Castellina. Quando passavano, a gas aperto… il cuore, mi arrivava a battere al solito regimi di giri. Ma non l’ho mai avuta, all’epoca, ancora ero malato di Enduro…e di avere anche il 125 da strada, non se ne parlava. Ripiegai sulla PX 125, che andava benissimo per beccare le ragazze 🙂 e tanto sarebbe bastato ad uno normale. Invece, dopo pochi chilometri, iniziai, insieme al mio “fratello” di garage 🙂 la preparazione del motore delle nostre povere vespe…di li, non ci fu più ritorno. prestazioni, che facevano impallidire qualsiasi 125 del momento, esperimenti e trapianti di termiche da farci un libro…ma che duravano meno di un motore SBK odierno…(a proposito, in questi giorni, ripulendo in garage, ho ritrovato uno degli ultimi motori che facemmo per la PX, luce aspirazione allargata, per ospitare un pacco lamellare a 6 petali, dell’orto PHB36, albero motore a spalle piene, cilindro Polini 177cc ridotto (e rotto) a groviera e alzato di 4 mm, e tornito sopra della stessa misura, testa abbassata, volano alleggerito di 1kg…frizione a denti dritti, espansione auto costruita 🙂 dalla Ancillotti, che avevo a un tiro di schioppo)poi scoprimmo la passera, tutto finì…e passai alle moto vere 😉

Visualizzazione 5 filoni di risposte
  • Devi essere connesso per rispondere a questo topic.