Stile due ruote: da Marlon Brando ai monopattini

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    • #21305
      cla_lo
      Partecipante

      Impossibile non avere in antipatia i monopattini elettrici e chi li usa. E’ un fenomeno che sta creando problemi seri e che deve essere regolamentato. C’è però una domanda che sorge immediatamente: è l’abito che fa il monaco? Sì perchè chi sale sulla pedana di un monopattino sembra dimenticare ogni cautela e ogni regola della fisica. Sono instabili eppure chi li usa se ne frega. Anni fa si parlava male di quelli che andavano in Smart e che si comportavano come se fossero scooter. Prima ancora fu la volta degli scooteroni che sembravano trasformare tranquilli impiegati in aspiranti suicidi esaltati dalla maneggevolezza e dalla potenza dei mezzi ben superiori alle mitiche Vespa e Lambretta. In realtà di esempi di mezzi a due ruote che contrassegnavano uno stile e una filosofia di vita ce ne sono stati molti nel passato. L’emblema è Marlon Brando nel film “Il selvaggio” che portò sugli schermi la realtà di bande di motociclisti che conducevano una loro personale ribellione contro le regole. Si proseguì negli anni ’60 con i Mods e i Rockers che sintetizzavano la loro visione della vita nel modo di vestirsi e nel mezzo a due ruote che avevano scelto: scooter o motocicletta. Oggi le carte si sono mischiate e, per fortuna, di bande non si sente più parlare e chi va sulle due ruote non deve abbracciare alcuna scelta di vita. Ci va e sceglie il mezzo che più gli aggrada senza timore di essere identificato in un gruppo. Restano i monopattini, ma sono un fenomeno minore che sarà riassorbito.

    • #21306
      Mastic
      Amministratore del forum

      I monopattini sarebbero anche simpatici. Però sono una bolla creata da un governo che ha fatto di tutto per spingere la cosiddetta mobilità dolce, mettendo in evidenza, una volta di più, che per fare una legge non basta pensare di voler scrivere qualcosa, ma bisogna fare delle valutazioni approfondite.
      In tanti hanno provato a spiegare che si stava facendo una cazzata. Il furore popolare ha voluto la mobilità dolce, come segno del progresso. Io ho scritto tutti gli aspetti negativi di questa cosa su In Moto, e sono stato coperto da insulti da parte dei lettori. Mi hanno chiesto se avevo studiato per scrivere certe cazzate e quanti soldi avessi prenso dalle case automotociclistiche che volevano continuare a monopolizzare la mobilità.
      Oggi le cose negative previste sui monopattini si sono avverate e si pensa di correre ai ripari. Tardi.
      Ora che alcune società (anche piuttosto losche, a vedere Report), hanno riempito le nostre città di monopattini prendendo soldi pubblici.
      Un mese fa ho attraversato Roma di notte, scoprendo che era piena di ragazzi in monopattino, che andavano dappertutto, senza seguire nessuna regola del Codice della Strada. Intanto i ciechi fanno sapere che loro sui monopattini abbandonati disordinatamente sui marciapiede cadono.
      Forse abbiamo sbagliato qualcosa

    • #21344
      cla_lo
      Partecipante

      Temo di sì Riccardo: è stato commesso un errore per correre dietro alle mode e alle ideologie che le giustificano. L’idea della mobilità dolce sarebbe pure interessante, ma declinata in chiave di sregolatezza e di individualismo può fare solo danni. Le reazioni isteriche e aggressive che hai avuto ad un tuo articolo dimostrano che una parte della cosiddetta gente ha un solo credo: farsi i cavoli suoi fregandosene degli altri. Comunque sembra che tra pochi mesi avremo una legge che mette limiti ai monopattini, ma sarà difficile sanzionare le trasgressioni.

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