Se il motociclismo diventa una corrida

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    • #21554
      Mastic
      Amministratore del forum

      Sabato 25 settembre a Jerez è morto Dean Berta Vinales.
      Aveva 15 anni e correva nella Supersport 300.

      In 4 mesi è il terzo ragazzo che muore in queste classi dedicate ai piloti in erba.
      Il primo era stato Jason Dupasquier (19 anni), morto al Mugello, in Moto3. Poco dopo era toccato a Hugo Millan (14 anni) nella European Talent Cup ad Aragon. Ieri Dean Berta Vinales.

      Un vecchio giornalista conosciuto in un’altra epoca, Ezio Pirazzini, diceva “o smettere di correre o smettere di piangere”. Aveva in parte ragione, anche se lui cantava un po’ troppo l’epopea dei cavalieri del rischio; come chiamava i piloti.
      In realtà questa volta nei ragionamenti di chi è dentro al mondo delle corse stanno emergendo delle colpe ben precise.

      La ricerca dello spettacolo a tutti i costi, 40 piloti in gara con moto tutte uguali nelle prestazioni. Un’età media dei piloti sempre più bassa, con 14enni spinti a un agonismo estremo. Il nuovo disegno delle vie di fuga, con le aree verdi dove non si cade, quasi a invitare a osare in curva. La consapevolezza che per emergere bisogna rischiare e cadere.

      Ho letto analisi molto azzeccate al riguardo. Ho apprezzato particolarmente quella di Michel Fabrizio, che proprio quest’anno era tornato alle gare dopo 6 anni di stop. Ex pilota ufficiale Ducati nel Mondiale Superbike, Fabrizio è uno che di corse qualcosa ha sicuramente capito.
      Vi copio/incollo qui la dichiarazione che ha postato sulla sua pagina Facebook.

      Domani mi rifiuterò di correre per rispetto della vita umana. E mi ritiro. È il momento di dire basta. Oggi ho assistito ad una brutta giornata, la perdita di un pilota di soli 15 anni. Gare così ne ho viste tante in questa categoria, e ogni volta che ne finiva una, si tirava un sospiro di sollievo perché era andata bene. Ma purtroppo non sempre va bene e oggi è successo l’imprevedibile o forse quello che si sapeva potesse accadere.
      Sono sdraiato da più di 5 ore sul letto del mio hotel a guardare il soffitto, ripensando ai momenti belli che questo sport mi ha regalato.
      Ma rientrando dopo 6 anni ho visto questo mondo cambiato.
      Ho visto un’indifferenza da parte della Federazione Internazionale: schierare 42 bambini nella Yamaha cup (fortunatamente è filato tutto liscio, nel 2021) e altri 42 nel Mondiale 300.
      Troppi, troppi piloti con poca o addirittura pochissima esperienza, e questo non succede solo nel mondiale, ma anche in campionati nazionali, dove per fare cassa si prende tutto, fino all”ultimo posto disponibile.
      Valentino Rossi anni fa, quando Marquez è entrato in MotoGP, è stato hanno criticato, dicendo che si lamentava per le manovre di Marquez “scorrette”. Bisogna dargli ragione. Marc è diventato un punto di riferimento: questi giovani emulano le sue gesta, facendo sorpassi troppo a limite, appoggiandosi al proprio avversario rischiando ogni centimetro.
      Aggiungiamo che mi ritiro dal mondo delle corse per mandare un messaggio forte di protesta! Affinché le regole cambino per la salvaguardia delle vite umane. Il problema c’è nella Moto3, nella Talent Cup e nei campionati nazionali! Oltre a ciò vanno riviste anche le piste che devono prevedere spazi di fuga migliori! Vedi l’incidente di Valentino che ha rischiato di morire per una pista fatta male. Vedi il Red Bull Ring, dove i piloti cascano e rimangono fermi in mezzo alla traiettoria! Tutto ciò dipende dalla FIM che non svolge un ruolo di salvaguardia verso la vita ma predilige semplicemente il business! È ora che intervenga la politica di ogni nazione! Il primo che lanciò un messaggio forte fu Ayrton Senna, che disse come alcune piste fossero pericolose, e solo dopo la sua morte si intervenne. Ad oggi nella Formula1 ci sono meno morti, invece nel motociclismo ultimamente c’è un’ecatombe!

    • #21558
      Fuzz
      Partecipante

      Difficile, dare torto a Fabrizio per quello che dice…stiamo esagerando nello sport dei ragazzi, lo possiamo toccare con mano, in tutte le discipline… fin dalle prime tappe si spinge alla massima prestazione, dimenticando il significato della parola “sport”. I genitori in questo, hanno una grande responsabilità, tutti vogliono il campione, …l’allenatore di mio figlio, diceva che i migliori atleti 🙂 erano gli orfani!
      Le piste, con le zone verdi, secondo me sono diventate una cosa schifosa…invitano troppo a rischiare. Non dico di tornare al vecchio Assen, dove alla fine dell’asfalto c’era l’erba…ma cavolo, un bel cordolo e basta si.

      Un esempio, di come si possa stravolgere una pista, al Mugello per la F1 hanno raddoppiato la larghezza delle uscite di molte curve, perché le fanno in pieno…un par di ciufoli! Le fanno in pieno proprio perché l’hanno raddoppiate, tu lasciaci il bel cordolo ed il ghiaione 😉 vedrai che il piedino lo alzano, da sempre il pilota usa tutta la pista possibile… basta artifizi.

    • #21559
      lukethebike
      Moderatore

      E sempre la stessa storia e non ne posso più.

      Allora?

      Mettiamo fuori legge il motociclismo.
      Tanto è evidente che la moto è più pericolosa dell’Auto.
      e Poi i politici appena si accorgono che una campagna del genere gli fa prendere i VOTI dal popolo BUE e BIGOTTO vedrete che non esiteranno.

      Ma mettiamo fuorilegge anche l’auto.
      Che è più pericolosa dell’Aereo.

      E mettiamo fuori legge pure andare a piedi.
      E’ una strage di pedoni.

      E La bici?
      Che te lo dico a Fare.

      Smettiamo di lavorare.
      600 morti l’anno sul lavoro sono davvero troppi.

      Ecco restiamo tutti a casa.
      Si allora siamo messi bene.

      Fai clic per accedere a C_17_opuscoliPoster_158_allegato.pdf


      50% dei ricoveri in PS avvengono in casa.

      Io metterei fuori legge tutto.
      A Piedi dobbiamo andare.

      Oppure partecipi alle gare solo all’età della ragione. Diciamo 21 anni?
      O solo se sei sposato e solo se hai fatto un figlio almeno.

      Ecco solo per non essere solamente disfattista per essere propositivo.

      Scusate lo sfogo.
      Ma è pura retorica e finto buonismo da parte di tutti.
      La Razionalità è l’Opposto della Fantasia, dei Sogni, della Libertà. Altrimenti di cosa si tratta supportare un ragazzino nel suo sogno di correre con i giocattoli a ruote?
      Per un genitore è più meno chiaro. Per gli organizzatori un modo di riempire i circuiti.
      A Voi la scelta.

      La morte di un minorenne in una competizione è ESCLUSIVAMENTE una questione Familiare.
      E’ necessario tacere.
      Oppure agire e vietare.

      Così vietiamo tutte le competizioni finchè l’istinto umano di confrontarsi coi suoi simili tornerà prepotente e moriremo di Cazzotti e di Clava.

      • #21560
        Mastic
        Amministratore del forum

        In realtà Luca, il fatto che Dean Berta avesse 15 anni è solo uno degli aspetti che prestano il fianco a critiche. Si sta parlando anche di regolamenti e piste che favoriscono la bagarre. E Fabrizio dice anche che c’è troppa emulazione per Marquez, che probabilmente ha alzato l’asticella quando è arrivato anche in questo. Mi sembra sia l’unico a teorizzare che bisogna cercare la caduta per capire il limite. Gli altri lo fanno meno, e quando cadono hanno capito qualcosa di più. Lui in passato credo dicesse proprio che bisogna cadere. Ed è sempre stato estremamente aggressivo in gara, attirandosi addosso molte critiche.
        Ora questo dell’esempio dato da Marquez, e delle eventuali mancate sanzioni della direzione gara, è un argomento spinosissimo. Biaggi diceva che si entrava in pista per correre, non per fare danza classica. Però un limite lo si deve trovare, altrimenti diventa come il film rollerball. E guarda Luca, forse ricordi che io a suo tempo sono stato uno dei pochi a non condannare Capirossi per l’entrata (da titolo) su Harada.

        Il discorso dei 15enni forse non è solo un fatto familiare. Ho conosciuto e sono stato amico di un pilota di mondiale che mi diceva: corro perché lo vuole mio padre, ma a me non va più. Ho un po’ paura che in troppi casi questi giovani piloti già così professionisti siano plagiati da genitori che nel migliore dei casi vogliono realizzarsi attraverso i figli.
        Sai che ai corsi per tecnici della Federkombat ci hanno insegnato a rispettare i ragazzi e le loro esigenze? Fino ai 16 anni bisogna andarci piano con la pressione psicologica dell’agonismo spinto e deve restare una percentuale di attività ludica nell’allenamento. Io a vedere questi professionisti di 15 anni resto interdetto. Ho letto la lettera scritta da un altro ragazzino che correva con Dupasquier. Troppo bella e matura perché l’abbia scritta lui. Troppo seria. Io li lascerei liberi di fare i ragazzi

    • #21573
      sec
      Partecipante

      Sul fatto in se cosa dire… niente. Un pensiero e’ d’ obbligo ma purtroppo e’ andata cosi’.

      Pero’ sono tre. Qualche domanda qualcuno se la dovrebbe fare. Si, si, e’ uno sport pericoloso, non si puo’ eliminare il rischio, e’ ipocrita piangere sul latte versato…
      Ma sono 3, in pochi mesi. Un qualche correttivo potrebbe non guastare. Piccole cose. Magari il verde in curva, li’ sono d’ accordo per tantissimi motivi e non solo la sicurezza. Limitare il numero di partecipanti. L’ eta’ media… ecco, sono d’ accordo con Ric: oltre una certa eta’ non puoi permetterti di passare una certa soglia di pressione su questi ragazzi.
      Le parole di Fabrizio: in parte condivisibili…. ma sono anche le parole di un “vecchio”. Non e’ che le cose siano peggiorate adesso … le sportellate tra Arnoux e Villeneuve non si sono mai piu’ viste. Insomma, eliminare l’ agonismo equivarrebbe a snaturare le corse. A quel punto fai prima a sbaraccare.

    • #21597
      lukethebike
      Moderatore

      Mi cito da solo:

      “…e Poi i politici appena si accorgono che una campagna del genere gli fa prendere i VOTI dal popolo BUE e BIGOTTO vedrete che non esiteranno…”

      …come volevasi dimostrare…

      https://www.moto.it/superbike/senatore-saccone-contro-la-sbk-vite-sacrificate-per-business.html

    • #21604
      zio franco
      Partecipante

      O smettiamo di correre o smettiamo di piangere

      L’epoca di Valentino e dello spettacolo a tutti i costi,del corpo a corpo,delle furbate e dell’odio è finita per fortuna approfittiamone per tornare allo spirito originario,trovare chi va più forte col mezzo che va più forte
      ci sarà chi va più forte in diritta,chi in frenata,chi sullo spunto,chi sulla regolarità,addio ai mucchi selvaggi,addio alle penalità,torniamo al canale con i coccodrilli e vedrai come ci stanno lontani,torniamo a fare educazione,torniamo a cercare i talenti

      Ho visto la 24 ore del bol d’or a Le Castellet,sai che si sono inventati ? Le vie di fuga colorate dove ogni colore è diversamente abrasivo (!) più si avvicina alle protezioni
      Si può essere più teste di cazzo ?
      I piloti di moto che cadono arrivano spellati con la tuta a brandelli !

      No non mi avranno,come non mi hanno avuto quando predicavano che il pilota che andava via e lo vedevi al traguardo non era sport,quando il “corpo a corpo” era la dote ricercata,quando “la moto la devono poter guidare tutti”,quando “fare da tappo” in condizioni di inferiorità era geniale,quando le condizioni di partenza devono essere uguali per tutti

      No non è così,il talento,dei piloti,dei costruttori,delle squadre,dei gommai è il valore da scovare e proteggere
      Al diavolo tutto il resto

      Non voglio smettere di piangere e non voglio si smetta di correre,rivoglio i talenti anche se qualcuno lo perderemo per strada

      Scalera riassume : https://www.gpone.com/it/blog/paolo-scalera/2021/09/25/cambiamo-le-regole-del-motociclismo-pensate-solo-per-fare-spettacolo?refresh_ce

      • #21605
        Mastic
        Amministratore del forum

        Ebbravo ziofranco (bentornato!), che sono pure d’accordo con te. 😀

      • #21606
        sec
        Partecipante

        No non mi avranno

        Credo proprio di no.

        … ma noi siamo contenti di riaverti!

        😉

      • #21610
        cyrano
        Partecipante

        Ciao Franco,

        bentornato

        Cy

    • #21608
      kitcarson
      Partecipante

      fino a poco tempo fa i videogiochi tentavano di emulare la realtà
      adesso la realtà sta cercando di emulare i videogiochi
      tutti possono giocare, fregando il sistema con le giuste scorciatoie
      con i videogiochi un po’ ci si rincoglionisce
      nella realtà a volte si muore
      ma con la televisione nonsoquantikappa
      sembra sempre di assistere a un videogioco

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