Parliamo di cinema?

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    • #19741
      Mastic
      Amministratore del forum

      Ebbene si, un’altra mia grande passione.
      Non commerciale, come la musica. Spesso in caccia di cose strane, di film non visti.
      Per anni ho avuto uno spacciatore di DVD che ritirava collezioni intere e mi trovava roba strana e mai vista. Ora è un po’ più difficile. I DVD non si usano più, e sui circuiti consueti si trovano quasi sempre i soliti film. Con qualche eccezione.

      Dopo questa premessa, inizio con un film commerciale ovviamente 😀
      Ieri sera ho visto Tenet di Cristopher Nolan.
      Seguo questo regista alla deriva. Alla deriva nel senso che lui sta seguendo un personale filo logico nella ricerca di nuove suggestioni legate all’idea di poter viaggiare in qualche modo in dimensioni alternative.

      Aveva fatto un gran bel film con The Prestige. Poi era andato un po’ oltre nella sua ricerca di suggestioni complicate con Inception (bello), e ora con Tenet ha fatto un film con il quale ci si capisce poco.
      Bello? Si. Bellissimo, ma non un capolavoro.
      Provo a spiegarmi: Il grande dittatore di Charlie Chaplin è un capolavoro. Aguirre furore di Dio, di Werner Herzog è un capolavoro. Amarcord di Federico Fellini. La lista sarebbe lunghissima.
      Tenet invece è bello, bellissimo e affascinante. Ma è un’esercitazione.
      Giada (la mia compagna) dopo mezz’ora ha iniziato sommessamente a russare. Segnale inequivocabile che il film le è sembrato una cazzata inguardabile.
      Io per la prima ora e mezza ho avuto un giudizio sospeso, non capendo cosa stavo guardando. Però ero preso. Poi, piano piano ho capito e… bello! Ma mi sono chiesto anche chi sia lo spacciatore di Nolan, e cosa gli abbia dato. Perché farsi venire un’idea del genere e riuscire a scriverci un copione è stato un maledetto difficilissimo atto di genio.
      Questa mattina mi sono svegliato e me ne sono rimasto un’ora in silenzio nel letto a rimettere insieme i pezzi del film e a capire esattamente la storia e le sue concatenazioni. Lo rivedrei oggi stesso, perché spesso riguardo i film. Me li gusto meglio e ne colgo i dettagli. Anche quello che il regista ha voluto far vedere, sistemando la macchina da presa in un certo modo.

      Tutto questo per dirvi che Tenet è un gran bel film, se siete disposti a giocare con l’immaginazione. Se invece non vi piace sognare e preferite i film documentaristici, su Netflix c’è Sampa che vi racconta una storia interessante.

      Chiudo la prima puntata segnalando altri 2 film che mi sono molto molto piaciuti.

      Hostiles. Western che inizia in maniera un po’ banale, con la storia del militare americano razzista che deve accompagnare il capo indiano a morire nel suo territorio, attraversando un’America ostile. Poi però prende quota mano a mano che va avanti. Quello che succede è prevedibile. La cosa bella però è come succede e come è rappresentato. Sottovalutato dalla critica.

      Mr Long. Un piccolo grande film da non perdere. Storia tutta orientale di un sicario che uccide usando il coltello, che incontra un bambino e diviene cuoco, usando lo stesso coltello in cucina. E’ disponibile su Amazon Prime Video, se potete non perdetelo.

      Si, già vi sento: “ma non era meglio se scrivevi di moto???“. Si, torno a farlo 🙂

    • #19747
      sec
      Partecipante

      Sai, per me Christopher Nolan e’ come il sushi: non ho ancora capito se mi piace o no. Non che non mi piacciano i trips visionari… e’ che preferisco i trips piu’ favoleschi, tipo Tim Burton. Che poi entrambi abbiano affrontato il tema ‘batman’ potrebbe non essere un caso…
      Io odio i film sui supereroi, sopratutto per questi tentativi forzatissimi di dare profondita’ a personaggi che restano sempre originariamente dei fumetti. Pero’ forse il piu’ grande merito cinematografico di Nolan e’ stato il casting di Heath Ledger come Joker. Neanche l’ ho visto quel film… lo stava vedendo mia moglie mentre ero al PC a fare altro. Nel sottofondo, c’era la voce di Ledger (noi i film li vediamo in lingua originale) che tesseva gloria. Ad un certo punto, scattai in piedi e mi venne spontaneo un esterefatto: “ma cosa sta combinando questo qui!!!!”. Fantastico…
      Tenet non l’ ho ancora visto ma tendo a non perdermi i film di Nolan… anche se poi mi lasciano sempre interessato, ma mai pienamente convinto. Inception era inutilmente complicato ma non era malaccio. Il bidone fu Interstellar…. mamma, volevo suicidarmi. Il mio preferito fu Dunkirk perche’ era girato davvero da maestro. La trama era ‘slegata’, sembrava piu’ una collezione di episodi, ma era una scelta intenzionale quindi apprezzo l’ intento. Certo… la potenza del piano sequenza di 5 minuti a Dunkirk di “Atonement” di Joe Wright era davvero notevole… L’ hai visto? Matosca… quei colori blu spento, desolazione, fumo dappertutto… sembra una coreografia ben oliata, per non parlare dell’ Elegia di Marianelli in sottofondo: il momento in cui la linea di violoncello “si fonde” con il coro e’ micidiale. Guarda che roba…

      Comunque seguiro’ i “consigli per gli acquisti”. Grazie per le dritte.

    • #19748
      Mastic
      Amministratore del forum

      Dunkirk mi manca ancora. Dovrò rimediare, ma qui è una lunga contrattazione ogni sera su cosa vedere 😀
      E i film di guerra, quelli con le sparatorie, quelli troppo violenti… sono banditi normalmente. Altrimenti lei si mette a dormire per protesta.
      Il prestigio di Nolan ti è piaciuto? A me molto. Curiosamente forse anche più dell’illusionista, che sulla critica invece è uscito meglio.

      P.S. per critica intendo il Morandini. Il primo dizionario che comprai fu il Mereghetti, ma sono leggermente più d’accordo con Morandini. Anche se sembra quasi si copino i giudizi a volte.

      • #19753
        sec
        Partecipante

        Beh… la contrattazione e’ un po’ il problema di tutti! 😀 Certo… noi abbiamo quasi il problema opposto: ieri sera si e’ voluta vedere Mission Impossible 3 ed io mi sono rifiutato ed ho optato per un momento di amarcord riguardandomi (per la milionesima volta) il Cyrano di Rappeneau con Depardieu.
        Comunque, capisco Dunkirk (.. quindi non hai visto neanche ‘1917’? Questo DEVI vederlo! E’ obbligatorio!) ma Atonement (quello del piano sequenza) e’ un film sull’ ossessione erotica, dovresti avere il ‘verde’ garantito ed e’ molto, molto bello (almeno per me). Poi ha la colonna sonora di Marianelli (premio Oscar) che vale da sola il prezzo del biglietto. Di quella colonna sonora mi sono studiato di recente “Love Letters” sul piano, ed ammetto che spesso mi faccio intrigare dagli spartiti di Marianelli, mi piace proprio tanto. Tie’, questa e’ la mia registrazione della riduzione per piano di “Your hands are cold” da Orgoglio e Pregiudizio, sempre di Joe Wright:

        https://app.box.com/s/8ybpzae5hdwpljux0e4fzy7t1gxn03ig

        No, The Prestige non l’ ho ancora visto. L’ illusionista si, bello. Recuperero’.
        Un tempo andavo anche io di critica, ancora dovrei avere i Morandini da qualche parte. Adesso mi ‘autogestisco’ e mi piace – per divertimento – leggere le critiche ‘posticipatamente’, quando mi sono gia’ fatto un’ opinione solida del film. E’ un po’ un gioco.

        • #19754
          Mastic
          Amministratore del forum

          Mi ti ricordavo violinista, non sapevo del pianoforte. Comunque tanti complimenti, perché sei forte davvero. Io so suonare solo l’Ipad con Spotify.

          Atonement l’ho visto e mi è piaciuto assai, si.
          Non lo avevo scritto qui, perché ho iniziato ora, mica posso affogare subito tutti con i miei pareri. Mi piacerebbe rispondesse pure qualche altro cinefilo. Pure perché non me l’aspettavo, ma questa discussione nei numeri è seguita. Sembrerebbe insomma, interessare.
          Se è il caso si va avanti.
          E siccome ho ricominciato a spararmi un film al giorno… state preoccupati! 😀

        • #19755
          sec
          Partecipante

          accidenti, ric. Abbiamo citato Nolan ed Interstellar… sono filati tutti a vederselo e saranno caduti a) in un buco spazio-temporale o b) …. in letargo profondo! 😀

        • #19756
          Mastic
          Amministratore del forum

          Eh già…
          Sempre più un forum di lettori

        • #19775
          sec
          Partecipante

          Beh… potremmo provare a fargli visionare per due notti, a ripetizione:

          – Giovannona coscialunga
          – L’ esorciccio
          – La polizia si incazza

          😀

    • #19818
      sec
      Partecipante

      Accidenti. Mi sono visto “Notorious” (1946) di Hitchcock.
      La trama non e’ granche’ ma scorre bene e Hitchcock e’ sempre un maestro nel farti seguire la storia semplicemente puntando una telecamera sul dettaglio giusto. Poi il bianco e nero fa sempre la sua porca figura, ha una “drammaticita’” sempre molto particolare. Le luci, il gioco delle ombre sui volti..
      E’ anche recitato bene, Clark Gable e Claude Reins fanno un porco lavoro.
      Ma…mamma mamma mamma…. la Bergman! LA BERGMAN!!! Te ne innamori in 10 minuti, giusto il tempo di presentare i personaggi. Non che in Casablanca facesse una brutta figura… ma quello era il film di Bogart.
      Comunque mi e’ piaciuto di piu’ di Psycho o Uccelli. Quelli sono piu’ “horror”, in questo le dinamiche sono piu’ “umane”. La dinamica del rapporto …ehm… complesso tra madre/figlio c’e’ pure in Notorious. Stavolta tra l’ antagonista Sebastian e la madre.
      Si, si, vabbe’. Quisquilie. E’ la BERGMAN che conta! 😀

    • #19822
      Mastic
      Amministratore del forum

      Notorius confesso di non ricordarlo.
      Ieri sera ho visto Il tocco del peccato, film cinese su Amazon Prime. Lì per lì ti chiedi perché lo guardi. Poi mano a mano che scorre capisci qualcosa di più. Alla fine scopri che ti ha tracciato un quadro della Cina vista da un’angolazione insolita. E funziona un po’ come i 6 gradi di separazione, con storie intrecciate che si sovrappongono. Storie di persone molto differenti fra loro. Da una miniera chiusa al treno veloce, fino ai jet personali. E’ violento, qualche scena un po’ disturbante.

      • #19835
        sec
        Partecipante

        segnato anche questo…. 😉

    • #19955
      Mastic
      Amministratore del forum

      In Bruges.
      Me l’ero segnato, ne ho visti i primi 40 minuti forse, e l’ho bocciato come cazzata inguardabile, mollandolo a metà. Una cosa che faccio molto raramente. Quindi mi faceva proprio schifo.
      Poi mi sono chiesto perché mai me lo fossi segnato, ho letto la critica del Morandini e gli ho accordato una seconda possibilità.
      E in effetti è un bel film. Perché cambia marcia. E dopo averti definito un personaggio come stupido (il giovane sicario interpretato da Colin Farrell), ti fa capire il senso del tutto. Che è nell’etica e a volte nel cuore dei killer di professione; perlomeno come l’hanno immaginata e dipinta sceneggiatore e regista. Io non ho mai conosciuto un killer (credo), quindi, che ne so?

      Non è il capolavoro definitivo (nei giorni scorsi ho visto Sunchaser di Cimino ed è superiore), però merita. Anche per l’ambientazione a Bruges, che quando sarà possibile toccherà andare a vedere dal vero

    • #19956
      cyrano
      Partecipante

      … innanzitutto grazie per i suggerimenti visto due notti fa “Atonement” bello bello bello.

      sembra un paradosso ma in questo parziale smartworking in cui mi ritrovo purtroppo il tempo è davvero poco e alla fine sacrifico volentieri qualche ora di sonno per vedere quei pochi film che mi interessano … le sere ormai sono “terra” dei bimbi e il servizio in streaming del vecchi Walt la fa da padrone 🙁

      Ultimamente mi sono visto alcuni film di Audiard che avevo conosciuto anni fa per “il Profeta” … “Un sapore di ruggine e ossa”, “Sulle mie labbra” e “Tutti i battiti del mio cuore”.

      Ormai mi sono abituato a dormire poco … sulle serie avete qualche consiglio ?

      Sempre Vostro
      Cyrano
      (Filippo)

      • #19958
        Mastic
        Amministratore del forum

        Ciao Cyrano!
        Sulle serie devo passare, perché non sono affatto ferrato.

        In compenso ho visto e apprezzato molto un sapore di ruggine e ossa. Cercherò gli altri film che citi. Un paio credo di averli visti, ma io li dimentico e li riguardo; a volte senza rendermene conto.
        Il problema è che spesso mi accontento di ciò che si trova su Amazon Prime. A volte cerco su Raiplay. Quando voglio qualcosa cerco sui canali a pagamento. prima di tutto Chili. Però siccome sono un drogato, devo stare attento, altrimenti noleggio 2 film a sera.

        Mi hai fatto morire dal ridere con la storia dello streaming dello zio Walt 😀 😀 😀

    • #19989
      sec
      Partecipante

      Neanche io vedo mai serie. Mi dicono che ce ne sono di interessanti… ma poi servono le giornate di 36 ore e non ci stiamo con l’ astrofisica.
      Ma voi che rapporto avete col cinema “intellettuale”, sopratutto d’ annata? Bergman. Antonioni. Anche Fellini, va. ‘Sta roba qui.
      Ho visto “Persona” di Bergman. Enigmatico. Sempre come il sushi: non riesco a prendere posizione. Non mi sento di condannare…. ma se devo dire che mi e’ piaciuto, delle difficolta’ le ho. Recitato maluccio o comunque non benissimo. Trama inutilmente contorta. Messaggio non chiaro (probabilmente assente). Le immagini e l’ ambientazione interessanti, questo si… ma al massimo si parlerebbe di un’ opera grezza. Ma chi sono io per dire che Bergman e’ uno grezzo? No, non posso, quindi torno al sushi e non ne parlo affatto! 😀

      P.S. Ma finisco sempre per parlare di qualche Bergman? 😀 Curiosa, ‘sta cosa….

      • #19990
        Mastic
        Amministratore del forum

        Bella domanda @sec!
        Normalmente il cinema dei grandi autori passati mi piace e molto. Però ogni tanto ho dei problemi.
        Fellini? Un mito. Amarcord lo rivedrei 1000 volte, Giulietta degli spiriti pure. Otto e mezzo lo avevo amato tanti anni fa, poi l’ho rivisto e mi sono annoiato.
        La delusione mi è arrivata invece con i classici francesi. Trasgressivi negli anni 60 e 70, ora i Truffaut sono diventati noiosi. A volte si li guarda con il rispetto e l’emozione che si ha di fronte a un mito. Ma mentre Ultimo tango a Parigi è ancora bellissimo, i 400 colpi mi annoia.
        Poi… li so a memoria. E questo è un altro problema. Da aggiungere al fatto che mi piace troppo la roba vecchia e Giada mi rompe le palle e vuole roba di questo secolo.
        Diciamo che dei classici passati adoro e rivedo volentierissimo Herzog, i fratelli Marx, Stanlio e Ollio. Se ci penso me ne vengono in mente altri, ovviamente.

        Ieri sera ho visto Nebraska, di Alexander Pajne. È un gioiellino. Girato in uno splendido bianco e nero con un mago delle luci. Recitato da un Bruce Dern (il vecchio con demenza) in stato di super grazia. C’è anche molto copione, con dialoghi pieni.

        Nei giorni scorsi anche Prima della pioggia, di Milcho Manchevski, che visto il mio cognome mi tocca molto. Spiega molto bene come in un posto dove convivono popoli con nomi, religioni e lingue diverse si insinui l’odio e scoppi la guerra civile.
        Sul tema della ex Jugoslavija ne ho diversi di film che meritano

        • #19992
          sec
          Partecipante

          Beh… io non sono “vintage” solo per quanto riguarda i miei mezzi a motore. La qualita’ che resiste al passaggio del tempo ha proprio un altro sapore. Irresistibile.
          Film, libri, musica… magari e’ anche un po’ un rifugio, quando cominci a sentirti fuori posto e non ti piace piu’ l’ andazzo dei tempi. Un po’ come in Midnight in Paris di W. Allen, che non a caso e’ uno dei miei film preferiti. Sopratutto: non puoi essere cosciente di quello che sei, se non conosci da dove sei partito. Ricordiamoci … di non dimenticare.
          Credo che il mio film preferito sia Citizen Kane di Orson Welles. Sbagliatissima la traduzione del titolo in italiano, Quarto Potere. Il film parlava di una persona, Kane, appunto. Il titolo originale ti spingeva giusto al cuore della storia. Un dannatissimo capolavoro: le immagini sono pazzesche, la storia non certo “intellettuale” e la “morale” fin troppo semplice… ma coerente, visionario, intelligente e magistralmente eseguito sotto tutti gli aspetti.
          Poi adoro Chaplin. Un genio. Solo a pensare al nome di “Benzino Napoloni” mi fa scompisciare 😀
          Sul cinema cosidetto “intellettuale” ho pero’ dei dubbi. Persona e’ un gran film, non ci piove. Ma la spina dorsale non e’ al livello di un capolavoro della letteratura. Intellettuale, per me, e’ Thomas Mann. O Dostoevski. Loro si che scavano nei personaggi come bulldozer. Il cinema non riesce appieno a cogliere quel livello di profondita’, uno scenario non arriva mai a qualificarsi al rango di “intellettuale”, secondo me. Se ti va, leggiti questo passaggio dalla Montagna Incantata di Mann (se non ti va salta, ma ti consiglio di procedere). Il bacio tra Kastorp e Clavdia Chauchat:

          “A questo punto lei lo bacio’ sulle labbra. Fu un bacio molto russo, sul tipo di quelli che in un vasto, spirituale paese vengono scambiati nelle solenni feste cristiane, quale suggello d’ amore. Siccome pero’ lo scambiavano un giovane notoriamente “scaltro” e una donna, pure ancora giovane, dal passo deliziosamente strisciante, ci sentiamo senza volere portati, mentre lo raccontiamo, a ricordare da lontano il dottor Krokowski e la sua elegante, anche se non ineccepibile maniera di parlare dell’ amore in un senso leggermente ambiguo, di modo che nessuno era ben sicuro se fosse un che di timorato o di appassionato e carnale. Facciamo forse anche noi come lui, o fecero cosi’ Hans Castorp e Clavdia Chauchat col loro bacio russo? Che cosa si direbbe se ci rifiutassimo di andare in fondo a tale questione? A parer nostro, voler distinguere “nettamente”, in cose d’ amore, fra timorato e appassionato, e’ bensi’ un’ impresa analitica, ma – per ripetere le parole di Castorp – “sommamente balorda” e persino ostile alla vita. Che vuol dire nettamente? che cos’e’ il senso ambiguo? Noi francamente ce ne ridiamo. Non e’ forse un fatto grande e buono che la lingua possieda una parola sola per tutti gli aspetti che vi si possano comprendere – dal piu’ timorato al piu’ carnale e concupiscente? Qui sta il perfetto univoco nell’ equivoco, perche’ l’ amore non puo’ essere non corporale nell’ estrema timoratezza, ne’ non timorato nell’ estrema carnalita’, esso e’ sempre se stesso; sia come scaltro attaccamento alla vita, sia come suprema passione, e’ il consenso col mondo organico, il commovente e voluttuoso abbraccio di cio’ che e’ destinato a corrompersi, … anche nella piu’ ammirevole e piu’ furiosa passione appare certamente la charitas. Senso ambiguo? Ma lasciate, Dio buono, che il senso dell’ amore sia ambiguo! Se e’ ambiguo, vuol dire che c’e’ vita e umanita’, e chi per questo stesse in pensiero, dimostrerebbe una desolata mancanza di scaltrezza.”

          Da sudar freddo. 1000+ pagine tutte scritte cosi’… il capitolo dello smarrimento tra le nevi e’ una delle piu’ grandi vette raggiunte dall’ intelletto umano. Non scherzo.

          Di Bergman mi piacque di piu’ Il settimo sigillo. Di argomento serioso pure lui – in fondo e’ di ispirazione biblica ed ambientazione medievale – ma aveva una componente creativa “quasi goliardica”, resta un lavoro estremamente originale.
          Di Fellini ho visto La Strada, che mi e’ piaciuto molto ma non mi ha sconvolto, anche se la Masina era veramente notevole. Ma La Dolce Vita e’ un orrore, come La Grande Bellezza che l’ ha assolutamente scimmiottato. La Dolce vita dipinge un mondo disgustoso. Se fosse una denuncia sarebbe accettabile… ma Fellini si mantiene sempre un po’ ambiguo e compiacente, quindi ti viene piu’ di un dubbio. Poi … scusate se bestemmio… ma e’ recitato da cani. La Ekberg e’ ridicola. Mastroianni e’ un po’ un automa, snob e senza emozioni, calato in un personaggio veramente negativo senza mai riuscire a donargli un senso o un briciolo di umanita’. Poi la trama era assolutamente slegata: la lunga parentesi del miracolo dell’ apparizione della Madonna e’ un’ inutile appendice che rovina il flusso della narrazione. Boh.
          Non credo sia un caso che nutro una certa attrazione per i film ispirati/ derivati da trame di origine letteraria, anche se non acclamati o famosissimi. Che so… Rosencrantz and Guilderstern are dead, da un lavoro teatrale di Stoppard che dirige anche il film, con Gary Oldman e Tim Roth (bravissimi). Segato dalla critica… ma a me piace da morire. Una “scheggia di follia”. Oppure The Twelfth Night di Trevor Nunn, tratto dall’ omonimo lavoro teatrale di Shakespeare. Un fuoco pirotecnico di creativita’, intelligente, irriverente, divertentissimo, super cast ed una fantastica Imogen Stubbs che si permette di sovrastare imperiosamente gente come Helena Bonham Carter o Ben Kingsley.

          Insomma… FERMATEMI altrimenti Puzz riprende a prendermi per i fondelli! 😀

          P.S. Comunque anche noi, in famiglia, abbiamo il problema della “selezione” :P, senza contare che con ‘sto confinamento ci manca tanto il cinema. Proprio la sala, coi pop corn e la birretta. Non abbiamo prole quindi non ci sono problemi con lo zio Walt… anche se a dirla tutta qualche titolo “da piccini”, per ridere un po’ spensieratamente, lo gradiamo 😛

    • #19993
      Mastic
      Amministratore del forum

      Mica tanto criticato male il tuo Rosencratz (che non conoscevo). Morandini gli dà 3 stelle, che non sono 5, ma sono parecchie. Toh, beccati la recensione, se non l’hai già:

      Commedia parassita. Da Amleto di Shakespeare T. Stoppard ritaglia due personaggi marginali, già compagni di università del principe di Danimarca, invitati a Elsinore dall’usurpatore re Claudio per motivi poco chiari. Diventano pedine di un gioco che non comprendono. Leone d’oro a sorpresa, e fischiatissimo, alla 47ª Mostra di Venezia 1990, il film viene da lontano, da un atto unico in versi (1964), poi rielaborato in tre atti (1967) e infine potato, visualizzato e messo in immagini con una competenza e una golosità che sfiorano il virtuosismo, dal commediografo e sceneggiatore inglese Stoppard (nato Thomas Straussler nel 1937 in Cecoslovacchia), esordiente nella regia. Almeno per chi ha dimestichezza con Amleto i motivi di spasso non sono pochi in questa commedia prolissa e cerebrale: un dialogo sfizioso, capzioso e capriccioso; una coppia di personaggi che rimandano ai due vagabondi di En attendant Godot, a Laurel & Hardy, alle coppie litigiose dei clown del circo. Finché si arriva alla vertigine del quadruplice livello nella recita al castello: gli spettatori del film guardano il re e la regina che guardano due attori recitare un re e una regina in maschera bianca che guardano uno spettacolo di burattini. In un’omogenea compagnia di attori affiatati spicca il capocomico di R. Dreyfuss.

      Per il resto, oggi non riguarderei forse La dolce vita, confesso che non ne ho affatto un ricordo negativo. Dici che è recitato da cani? Boh. Io l’ho trovato uno di quei film che dipinge un quadro. Un affresco. e questo è sufficiente. L’atmosfera delle notti, nelle quali a un certo punto ti ritrovi solo a pensare, ti sale la malinconia dopo il casino un po’ inutile. E ti accendi una sigaretta. Mi ci sono riconosciuto molto, anche se io non fumo e non mi sono acceso la sigaretta.
      La grande bellezza invece me lo ricordo abbastanza. Simile nel volerti dare un affresco. Poi, lo ricordo per una scena che mi ha insegnato qualcosa di molto importante. Il protagonista, Jep Gambardella, che scappa da una donna che gli era piaciuta per una fugace avventura sessuale, ma che era tremendamente banale. E quella frase, una volta uscito, mentre passeggia all’alba per Roma: “La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare“. Scusa, è una cazzata di fronte al tuo dotto e circostanziato discorso, ma sapessi quante volte l’ho detta dopo aver visto il film 😀

      • #19998
        sec
        Partecipante

        No, non avevo letto la critica del Morandini a “Rosencrantz”. Bella, mi ci ritrovo, ma per me vale piu’ di 3 stelle. Va detto che l’ ho visto in lingua originale, sono sicuro che perde moltissimo una volta doppiato. E va detto anche che adoro il genere: il “casino controllato” o “glorioso cazzeggio”. Un po’ alla Wes Anderson, se vogliamo fare un paragone piu’ contemporaneo.
        Hai ragione sugli aspetti figurativi della Dolce vita/ Grande bellezza, concordo. Ma quello e’ un lato che e’ molto piu’ marcato in La grande bellezza. La Roma della Grande Bellezza e’ una Roma corrotta, ma stupenda. Le notti sulle sponde del Tevere, la malinconia delle luci ambrate, le terrazze dei palazzi del centro, l’ eredita’ storico-artistica… E’ un po’ una donna di cui hai paura di innammorarti, pericolosa, ma da cui sei immancabilmente attratto. Dalla Roma di Fellini vuoi solo scappare. Sono tutti interni di locali notturni e case private dell’ alta borghesia, con pochi scorci potenzialmente evocativi su cui non cade mai il fuoco della telecamera. Anche la famosissima scena della Fontana di Trevi… cazzo, Federico… me la vai a nascondere dietro le tette della Ekberg!! 😀 😀
        Che poi… che Fellini sia stato un’ ispirazione per Sorrentino e’ chiarissimo, ma i due lavori sono in fondo molto diversi. Sorrentino e’ piu’ coerente nell’ esposizione, il suo protagonista e’ marcio ma inquieto, alla fine la denuncia si compie perche’ Gambardella capisce che la salvezza e’ nella purezza dell’ amore adolescenziale. Nella dolce vita Marcello rifiuta la purezza ripudiando la fidanzata Emma nel modo piu’ crudele possibile. In questo e’ chiaro che Gambardella assume a pieno merito il suo ruolo di protagonista, quello dell’ intellettuale smarrito ma cosciente dello smarrimento, mentre nella Dolce Vita protagonista e’ solo la decadenza. Marcello e’ troppo negativo e passivo per condurre i giochi, mentre l’ unico personaggio “intellettuale” e distaccato dagli eventi, Steiner, e’ troppo inerte e fine a se stesso… infatti finisce per suicidarsi. Il tutto avrebbe ancora senso, se ci fosse liricita’ e bellezza delle immagini. Ma le isole di poesia per fumarsi quella sigaretta in santa pace… semplicemente non ci sono. Ricordo Ludwig, di Visconti. Anche li’ e’ solo decadenza… ma, porcaccia miseriaccia, era una decadenza assolutamente affascinante. La scena in barca nella grotta allagata del Linderhof, navigando tra i cigni? Stupenda.
        Nella Grande Bellezza i momenti lirici non mancano, hai pienamente ragione. Ricordo quella citazione che riporti, bellissima. C’e’ anche quel cameo di Fanny Ardent: due parole, tanti sguardi e lei che si allontana tra le ombre della notte. Poesia.
        Volevo davvero tanto farmi piacere la Grande Bellezza. Ma – secondo me – ha troppi difetti. Troppi dettagli inutili, troppi episodi inutili (la “santona” o quello che era) e troppa volgarita’ gratuita. Aho, non credere sia un bacchettone! Va bene perdersi nei meandri della voluttuosita’, ma a modo e con coerenza. E sopratutto con un fine. Per esempio… mi e’ piaciuto moltissimo Venus a la fourrure di Polanski, che non e’ esattamente un film per suore. Ma li’ l’ erotismo e’ centrale, necessario e pur se strabordante riesce a non essere volgare.
        In fondo il cinema non e’ letteratura: Lo scrittore e’ da solo con una penna davanti ad un pezzo di carta, la sua missione e’ quella di convogliare parte del suo pensiero e della sua anima su quel foglio, in un’ avventura che per un lettore dura giorni, settimane, mesi talvolta. Un regista fa un altro “sport”. E’ una sorta di alchimista che sta a li a pesare milligrammi di elementi: uno scenario, il talento dei suoi attori, telecamere, luci, fotografia, musica… cercando di comprimere un’ aura ed un messaggio in due ore, piu’ o meno. Azzeccare il bilanciamento giusto non sara’ un gioco da ragazzi.
        Comunque, Ricca’, resta inteso che sono sempre opinioni molto personali.

        • #19999
          sec
          Partecipante

          … pero’, Ricca’, ti devo davvero chiedere scusa. Non lo faccio apposta a scrivere le lenzuolate. Io scrivo praticamente di getto, quasi neanche rileggo. Poi schiaccio “invia” e solo allora vedo ‘sta mattonata di testo e mi rendo conto. 😀

        • #20002
          Mastic
          Amministratore del forum

          Pensa che questa volta ho letto tutto tutto 🙂

        • #20031
          sec
          Partecipante

          certo che hai letto. Confessa: il cinema ti piace piu’ dei DIESEL! 😀 😀

        • #20032
          Mastic
          Amministratore del forum

          Ahahah, potresti avere ragione 😉

    • #20035
      Mastic
      Amministratore del forum

      Alzi la mano chi conosce Xavier Dolan.
      Beh, io non lo conoscevo. Ho visto J’ai tué ma mère (ho ucciso mia madre), il cui protagonista è un ragazzo giovanissimo. Quando sono passati i titoli di coda ho scoperto che quel ragazzo era anche lo sceneggiatore e il regista del film. Un film che ha vinto 3 premi minori a Cannes nel 2009, e che lui ha fatto quando aveva 19 anni.
      Confesso di essere rimasto a bocca aperta. Il soggetto, definito semiautobiografico, lo ha scritto quando aveva 16 anni, e parla appunto di un ragazzo sedicenne che vive con la madre. Con la quale ha un pessimo rapporto (reciproco).
      Io l’ho trovato (al solito) su amazon prime, dove ho una lunga lista di altri film selezionati. Se vi va guardatelo 😉

    • #20039
      sec
      Partecipante

      no.. non alzo la mano 😀 Non lo conoscevo.
      Canadese… fanno il paio con gli australiani, gente un po’ ” a modo loro”, speciale.
      “Crescendo” 😛 si e’ dato da fare con produzioni abbastanza “ingombranti”.
      Ho visto un po’ di immagini e trailers. Mentre scrivo sto sentendo una sua intervista.
      Va approfondito, hai ragione. Merita. Grazie per la dritta.

    • #20209
      sec
      Partecipante

      Un mito:

      Le gomme intagliate “a mano”… le visierine tear-off fatte in casa…. le ore passate in garage a limare alberi a camme sulla PROPRIA moto da competizione, per guadagnare qualche giro di rotazione in piu’… Malcolm Smith che guida le ultime 200 miglia della Baja 1000 con l’ anteriore forato…
      Ragazzi… financo Stoner sembra una checca di fronte a questi qui.

      L’ ultima scena:

      Andare in moto era una roba cosi’. Senza troppe menate. Col sorriso stampato sul volto….

      Non so se ridere o piangere…

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