Ma cosa ci volevano far vedere quelli della Ducati?

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    • #5059
      Mastic
      Amministratore del forum

      La prendo un po’ sull’ironico, ma ieri sera ho visto la World Ducati Premiere. Avevo l’invito, ma sono ancora a Roma, quindi mi sono accontentato dello streaming.

      Mi aspettavo di vedere moto e piloti, con i consueti spazi per descrivere i prodotti nuovi. La filosofia ispiratrice, le peculiarità tecniche, gli sviluppi previsti. Sbagliavo, perché quella di ieri sera era una festa. No, uno show. No, una prova di forza e, insieme, l’espressione più alta del nuovo modo di fare comunicazione e marketing.

      Uno spettacolo degno di un teatro e anche della diretta di Sky. Non una presentazione. La Ducati ha messo su un vero e proprio show, e lo ha trasmesso in diretta streaming traducendolo in varie lingue.

      Le moto si sono viste, ma non quanto ci aspettavamo. Perché la cosa importante ieri sera era la prova di forza. E la capacità di Ducati di legittimarsi ormai come competitor globale. Non a caso Domenicali non ha aperto parlando delle novità. Piuttosto, nel momento di maggiore attenzione del pubblico, quando presenti la serata e anticipi cosa ci farai vedere, ha dato dei numeri molto convincenti sulla crescita Ducati e sulla sua potenzialità di player mondiale.

      Poi hanno coinvolto anche la community Monster, portandoli sul palco e girando con qualcuno di loro il video promozionale della 821.

      Ecco, sono queste le cose che mi hanno colpito di più. Oltre al fatto che la diretta streaming a un certo punto è andata in tilt, perché evidentemente eravamo connessi in troppi. Più di quanti se ne aspettavano? Probabile. E questa mattina non sono riuscito a scaricare le foto e le cartelle dei nuovi modelli, perché il loro sito va ancora al rallentatore.

      Questo mi ha colpito, e questo vi ho raccontato nel mio articolo.

      Voi cosa ne pensate?
      (A parte il fatto che mi piace da matti la Panigale V4, ovvio!)

    • #5061
      calus
      Partecipante

      Bhe, io da profano posso dire che non sono rimasto colpito piu di tanto.
      Perche a parte gli effetti speciali bellissimi, le moto presentate solo in pochi scarni dettagli.
      il resto e’stato un bel po’ di piloti, quasi nulla Dovizioso e qualche video come sempre ben fatto sulle community sempre piu numerose.
      Bella la V4, scaldera’come un altoforno con tutta quella potenza, e bella la nuova scrambler. Ecclese le multistrada, come sempre e sempre di piu.
      Il monster non mi ha mai attratto piu di tanto, idem adesso.

      Grande ditta, orgoglio nazionale.

    • #5063
      gattostanco
      Partecipante

      Beh, io ho sofferto un bel po’ di blocchi allo streaming (SKY non avrà mai i miei quattrini, quindi ero collegato via web 🙁 ) ma credo che Mastic abbia centrato perfettamente la ‘filosofia’ sposata da Domenicali e instillata in questa presentazione-spettacolo.

      Da ducatista: beh, mi è piaciuta questa ‘prova di forza’ e immagine di squadra (a proposito: chissà perchè mancava solo Melandrino???).

      Ducati è nella Motor Valley italiana, rappresenta una bella fetta di storia e tradizione italiana del motociclismo, una storia certamente più recente (ma anche più vicina a noi appassionati praticanti di oggi) di altre, come ad esempio Moto Guzzi, Mondial, Laverda & c., ma certamente da alcuni lustri più sentita e coinvolgente… il Desmo di Taglioni, le vittorie in SBK, la sfida della MotoGP, il rumore inconfondibile delle frizioni asecco e la snellezza delle linee della 916 disegnata da Tamburini, e poi le splendide ed inconfondibili 1098 e Panigale che si incontrano sui Passi… gli anni passati a pistolare decine di migliaia di Monster uno diverso dall’altro…
      Questo, imho, è l’orgoglio di Community unica (quella appunto dei Ducatisti) che Domenicali ha voluto rafforzare, in un momento nel quale è sempre più difficile affermare le proprie peculiarità e diversità (tra normative Euro4 e scopiazzature cinesi).

      Inoltre non credo sia facile, per Ducati, concorrere contro colossi multinazionali del calibro di Honda, Yamaha e Kawasaki… ma la piccola azienda italiana che spesso si prende delle belle soddisfazioni facendo suonare l’Inno di Mameli sui circuiti, e che ti fa parcheggiare la tua Ducati quando vai a Borgo Panigale a visitare la Fabbrica o il Museo… beh, è una bella storia, che se la sai raccontare hai già mezzo venduto duemila moto in più 😉

      Sulle moto (premesso che sono di parte, perchè un po’ tifoso delle Rosse di Borgo Panigale…): secondo me da qualche anno in Ducati non stanno sbagliando nulla. E anno dopo anno stanno pure migliorando il migliorabile sui modelli in listino.
      La Multistrada DVT per me è meravigliosa. Qualcuno si lamenta del ‘buco’ d’erogazione? O qualche crucco dice che c’è qualche oscillazione sulle autobahn a 200 all’ora? E loro ti fanno il 1260 e ci piazzano un forcellone più lungo. Ma rimane bellissima perchè è solo un restyling di mezza-carriera della My2015 (che comunque ergonomicamente è perfetta, così come per il comfort).

      La Panigalina 950 è perfetta (e bellissima) per chi vuole divertirsi con una moto sportiva senza l’assillo del cronometro… cioè, immagino che la moto vada anche parecchio, ma non ha certamente le prestazioni dei 1000 plurifrazionati o della Panigale V4.

      Le Scrambler sono divertentissime già ora (la Desert Sled in primis), con la 1100 ora ci si andrà anche forte.

      La Panigale V4… beh, quella serve per dare la caccia a Rea, quindi è una sorta di Desmosedici con targa e fanali (però, in foto pare anche bellissima, mantenendo una snellezza e sportività che spesso manca alle quattrocilindri della concorrenza).

      Tutto rose e fiori?
      Ovviamente no. Ad esempio i prezzi sono sempre sensibilmente alti, e la manutenzione costa sempre un po’ di più di quella della concorrenza.
      E’ vero che si tratta di moto quasi tutte incasellate nei cosiddetti ‘segmenti premium’ (e nessuno, se si compra un’auto di alta gamma Mercedes, Audi & c., pensa di spendere come a comprare una Ford e di spendere le stesse cifre nei tagliandi)… però il prossimo step di miglioramento potrebbe essere diretto a ridurre un po’ questo gap che spaventa molti motociclisti.

      Lamps

      Gatt.

    • #5065
      Tomas84
      Partecipante

      Condivido l’analisi di Gatto: in Ducati stanno procedendo nella direzione corretta, sia dal punto di vista della comunicazione e del marketing che del prodotto. Per quanto riguarda l’assistenza post-vendita, hanno provveduto ad ampliare gli intervalli di regolazione del gioco valvole, ma i costi legati al possesso di una Ducati sono sensibilmente superiori a quelli che si sostengono per una Honda o una Suzuki. Così come lo sono i prezzi di acquisto. Insomma, se vuoi essere un Ducatista devi farti carico di un impegno economico maggiore a fronte di un carico di emozione che il blasone, la storia, la sportività e l’esclusività del marchio giustificano ampiamente.

    • #5072
      Anto
      Moderatore

      Certamente è un periodo positivo per la Ducati su tutti i fronti, dalle gare alle preferenze di mercato, all’innovazione e ricerca di prodotti sempre validi, molto bravi ad organizzare questa presentazione che da più valore e importanza all’occhio del mondo del made in Italy.

      Discorso manutenzione: ma alla fine quanto costa in più mantenere una Ducati rispetto a una giapponese?
      Leggevo che almeno sulle “vecchie serie” quella fondamentale tipo cinghie distribuzione ecc. i prezzi sono accettabili.

      • #5077
        zio franco
        Partecipante

        Il piano “Manutenzione trasparente” credo sia visibile a tutti con i tempari stabiliti,basta inserire il costo orario e confrontarlo con gli altri, se ce l’hanno 😉

        http://www.ducati.it/servizi/manutenzione_trasparente/index.do

      • #5089
        gattostanco
        Partecipante

        Manutenzione Ducati: la cosa positiva è che hanno portato a 15.000 km l’intervallo tra i tagliandi… però chi fa pochi chilometri, comunque, uno all’anno lo deve fare.
        Questo (annuale) o quelli di 15, 45 e 75 mila km non costano molto di più di quelli su una jap di pari categoria. Io con la Multi ho pagato mi pare sui 200 euro o poco più.
        Quelli dei 30 e 60 mila, i cosiddetti desmotagliandi, sulla Multi vanno sui 700/750 euro.
        Per ricambi e accessori, invece, non ci sono grandi differenze.
        Lamps ?
        Gatt.

    • #5086
      multistrangola
      Partecipante

      I numeri di Duacti sono sempre più da record e la collaborazione con il gruppo tedesco sta portando questa ca al top della produzione mondiale.
      L’offerta è ampia e articolata con mezzi per tutti i gusti ma non certo per tutte le tasche.
      La Panigale v4 è un opera d’arte e si pone al top della tecnica a disposizione dell’utente della strada. La multistrada è arrivata alla sua piena maturità. La scrambler è l’entry level ideale è una moto destinata a fare numeri. Il monster continua la sua storia immortale (320 mila pezzi prodotti)
      Tutti stupendo e come dico sempre La Ducati le moto le sa fare E le sa far Correre, ma lì ti fermi.
      Post vendita e assistenza sono ancora da sviluppare. Ti parlano di grande passione per farti comprare la moto, ma al primo problema sembra di parlare con il ministero delle partecipazioni statali. L’assistenza non è all’altezza in molte parti d’Italia per numero, ma sopratutto per qualità. Sotto questo punto di vista c’è da lavorare e tanto…

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