La sicurezza in moto

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    • #21963
      cla_lo
      Partecipante

      Leggo su un sito di informazione la notizia che Piaggio sta sperimentando un airbag per scooter inserito nel telaio. L’occasione è buona per riflettere sulla sicurezza dell’andare in moto. Quanto è cresciuta rispetto al passato? Da non competente direi poco. Abs, controllo di trazione e anti impennata le voci principali. E poi freni, gomme e sospensioni migliori. Mi sembra che siamo sempre nel campo del comportamento dinamico del mezzo che insicuro rimane perchè è pur sempre a due ruote, in equilibrio e privo di una carrozzeria. Ovvio, sennò non sarebbe più una motocicletta (anche se BMW fece uno scooter anni fa con guscio di protezione che si diceva fosse molto efficace). Comunque la gran parte della sicurezza è demandata all’abbigliamento del motociclista e al suo comportamento che, in definitiva, è l’elemento centrale. Se ti schianti a 80 km all’ora c’è poco da fare. Dunque bisogna evitare di schiantarsi e così tutto ruota su chi guida la moto. Allora mi domando: chi si prende cura della formazione di un motociclista? I corsi per la patente possono essere un modo per farlo? E nelle scuole non potrebbero essere previsti corsi di guida sicura sulle due ruote come attività ordinaria? In fin dei conti i costi delle cure per chi si fa male ricadono sulla sanità pubblica. Ovviamente anche l’abbigliamento ha un ruolo importante. Chi cura l’informazione su questo aspetto? Le riviste e i siti di motociclismo certo, la pubblicità, ma non basta. Qui abbiamo i corsi di guida sicura di Riccardo con i suoi video, ma ci vorrebbe qualcosa di più strutturato e non lasciato alla buona volontà del singolo. Penso a progetti permanenti finanziati da un ente pubblico. Insomma il tema è vasto ed è serio

    • #21965
      Mastic
      Amministratore del forum

      Già tutto fatto Claudio. E non ha funzionato.
      Già fatti i corsi nelle scuole. Era sempre “volontariato”, ma se ne facevano parecchi. Poi la riforma della patente nel 2013 ha dato la competenza del patentino alle autoscuole ed è finita lì.

      I corsi per la patente servono per la sicurezza stradale? Secondo me no. Anche perché credo siano pochi i corsi veramente validi fatti dalle autoscuole. E si tratta sempre di didattica finalizzata a superare l’esame, non a guidare in sicurezza. Quella è un’altra cosa.

      C’era per questo il progetto europeo della guida sicura avanzata. Ma in Italia abbiamo fatto una sperimentazione con il Ministero dei Trasporti e non ha dato i risultati sperati. Anche perché (ho partecipato) è stata gestita male dalle scuole (non dal ministero).

      Le case fortunatamente sulla moto stanno investendo e sperimentando. Alcune di più, altre meno. Però la prossima frontiera sono i veicoli connessi. Nel frattempo abbiamo il tasto per chiedere aiuto in caso d’incidente, i sistemi di allarme automatico in caso d’incidente. E si stanno sperimentando altri Adas, ausili elettronici per la guida.
      Oltre a diversi posizionamenti delle luci e a cromatiche dell’abbigliamento che aumentino la visibilità del motociclista. Insomma, non è male il lavoro che si fa.

      Ma sulla possibilità che i corsi di guida sicura escano dallo stato attuale di anarchia (non c’è un ordinamento e chiunque può farli) e di volontariato… la vedo difficile.

    • #21967
      Anto
      Moderatore

      La sicurezza è una combinazione di più elementi, esperienza e preparazione del motociclista, sistemi attivi e passivi della moto e soprattutto -elemento che ultimamente sta venendo sempre meno- lo stato delle strade e manutenzione di segnaletica. Anche io che ho scelto di andare piano ultimamente mi ritrovo a dover scansare fossi o sconnessioni dell’asfalto col rischio di invadere la corsia opposta o perdere l’equilibrio -e quelli che proprio non si riesce a evitare- danno dei bei colpi, per non parlare dell’erba ai lati delle strade che riduce la visibilità laterale e della segnaletica.
      È vero anche la preparazione è fondamentale però credo che non basti

    • #21979
      cla_lo
      Partecipante

      Credo che i corsi per la patente debbano includere una parte dedicata alle tecniche di guida in sicurezza fatti da persone competenti. Poi le case motociclistiche nelle loro pubblicità potrebbero invitare i motociclisti a completare l’investimento che fanno comprando la moto con un corso di guida. Anzi, potrebbero offrirlo come omaggio invece di bauletti e parabrezza (sarebbe da proporre una sperimentazione ad alcune case). Comprendo però l’amarezza che si percepisce nelle parole di Riccardo. Basti pensare che chiunque può acquistare una moto da 200 cv con una patente che non certifica nulla.
      Sì Anto lo stato delle strade non è buono. E’ per questo che passai all’enduro tanti anni fa. Ero giovane e da allora ben poco è cambiato. Ci sono però strade capaci di mettere in crisi anche le enduro. Basta uscire da Roma per esempio sull’Ardeatina. Fino a pochi mesi fa era un percorso di guerra incredibile. Purtroppo siamo anche noi cittadini che accettiamo una situazione di degrado

      • #21981
        Mastic
        Amministratore del forum

        Interessante quello che scrivi, ma… è già stato provato tutto. Le case sono poco interessate. L’Associazione delle case ha fatto, insieme alla FMI, un po’ di corsi con qualche associazione. La stessa cosa faceva la Fondazione ANIA. Poi è cambiato presidente e ha iniziato a investire i suoi soldi su altro.
        La realtà è che un coordinamento nazionale su questo non c’è e non lo si vuole. Ci ho fatto anche un’inchiesta per In Moto, poco più di un anno fa.
        La realtà è che la sperimentazione che si fece sulla guida sicura avanzata non dette i risultati sperati. Anche perché – parere mio che ho partecipato – non fu fatta bene da alcune scuole. Così da allora tutto è stato messo in un cassetto e lasciato lì.

        Servirebbe un lavoro sui ragazzi e sui motociclisti di ritorno, quelli disimpegnati che comprano moto poco impegnative per il commuting. Sono loro le vittime degli incidenti secondo le statistiche.

        Io da molto tempo faccio i miei corsi, faccio la mia piccola (minima) parte. Anche con la collana di video pubblicata sul canale Youtube di Motoskills. Ne farò altri appena possibile. Ma di provare a cucire un discorso più serio (come ho fatto in passato) non ci penso proprio più. Anche perché pure i motociclisti ci mettono del loro, con la convinzione radicata di essere già bravi. Tutti. Vagli a spiegare che anche chi insegna si rende conto di avere delle carenze; e proprio l’insegnamento è un ripasso e una strada per la crescita.

    • #21982
      cla_lo
      Partecipante

      Mastic scrive che i “motociclisti di ritorno, quelli disimpegnati che comprano moto poco impegnative per il commuting. Sono loro le vittime degli incidenti secondo le statistiche”.
      Questo è un aspetto molto interessante: chi sono quelli che hanno incidenti in moto? Ovvero chi usa una maximoto rischia di più di chi guida uno scooter in città? Lo dico perchè mi ha fatto pensare il rifiuto di una persona di venire in moto con me perchè è troppo potente (la mia Africa Twin!) e grande. Se avessi avuto uno scooter allora la persona in questione si sarebbe sentita più al sicuro. La differenza, ovviamente, la fa il guidatore, ma penso che il tipo di mezzo a due ruote e l’uso che se ne fa selezionino già i motociclisti e che, soprattutto, cambi l’atteggiamento mentale nella guida. Quindi la persona che ha espresso la sua preferenza per lo scooter, secondo me, commetteva un grande errore di valutazione. Per me le moto sono più sicure anche perchè chi le guida è più consapevole. Insomma tra motociclista e utilizzatore delle due ruote c’è una differenza

      • #21985
        Mastic
        Amministratore del forum

        Hanno incidenti in moto quelli che guidano la moto pensando di saperla guidare e invece non conoscono la cultura motociclistica che c’è dietro l’uso del mezzo a due ruote.
        Quindi, i cosiddetti motociclisti di ritorno, vale a dire quelli che dopo essere andati in motorino da ragazzi, a 40 anni si rifanno la moto per andare al lavoro. Poi ci sono quelli alle prime armi. Ovviamente i giovani.

        Non hanno molti incidenti quelli che hanno moto impegnative. Intese come moto molto potenti, costose e pesanti. Perché di solito quelli che comprano quelle moto non sono alla prima moto. Sono persone che hanno già sperimentato (magari sulla loro pelle), che in moto a volte solo davanti all’imprevisto ci si accorge di andare troppo forte.
        E poi, i millemila cavalli sono un deterrente dall’aprire il gas. Così, se vi piazzate a bordo strada, scoprite che quelli che vanno più stupidamente forte sono quelli con moto poco impegnative, con gli scooter. Quelli con la sputafuoco da 200 cavalli spesso nel traffico li vedete scorrere tranquilli.
        Del resto, se ho 200 cavalli, che gusto potrei provare a sfruttarne 60 nel traffico? Avrò bisogno piuttosto di strade aperte. O piste. E allora nel traffico ne uso direttamente 20 e trotterello con il motore a 2mila giri.
        Se invece ho lo scooter 300, con la frizione che me lo manda su di giri quando apro il gas, è proprio in questa situazione che mi diverto. A fare lo stupido fra i 40 e i 90 km/h.

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