La scommessa della moto elettrica

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  • Questo topic ha 19 risposte, 6 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 3 settimane fa da sec.
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    • #21549
      cla_lo
      Partecipante

      Mai guidata una e non ho competenze in materia, ma dalle prove di Riccardo, da articoli di stampa e dai commenti ho capito che ci sono i seguenti pro e contro.
      PRO. Le moto hanno bisogno di batterie più piccole rispetto ad altri veicoli, dunque più facilmente ricaricabili. Buona parte delle moto “dormono” al coperto e questo rende più agevole la ricarica senza bisogno di colonnine stradali. Basta la presa di un box o un garage attrezzato.
      Andando in giro le moto elettriche faranno il pieno alle colonnine pubbliche, ma più rapidamente delle auto.
      Poi c’è la semplicità del motore e l’assenza di cambio e frizione, quindi costi di manutenzione molto più bassi.
      CONTRO. Assenza della personalità che solo un motore termico può dare, ma che finora ha contato enormemente nelle decisioni dei motociclisti.

    • #21551
      Mastic
      Amministratore del forum

      Assenza di personalità? Ho in prova la Zero SR/F. Con la mappatura Sport è un castigo di Dio. Ha una personalità diversa, ma io la vorrei solo per vivere di cattiveria sui passi di montagna. Poi magari ci arriverei portandola in furgone. Ma è prepotente. E a 180 accelera ancora forte.

      • #21557
        cla_lo
        Partecipante

        Dunque le elettriche hanno anche personalità. Ecco il vantaggio di dialogare con chi ha una conoscenza più vasta delle cose. Nonostante tutti i problemi da superare credo che l’elettrico sia il futuro. D’altra parte l’inizio del motore a scoppio non fu tanto semplice. Mi ricordo di aver letto che in Inghilterra c’era una norma che imponeva che un veicolo a motore fosse preceduto da un uomo dotato di una bandiera rossa

    • #21552
      kitcarson
      Partecipante

      Anche si .

      Da

      “mi piace l’odore della super la mattina”

      passerò a

      “mi piace l’odore dell’ozono la mattina”

      In fondo basta andare.

      Devono solo darmi la giusta autonomia e il giusto peso
      (e io devo mettere il 7 kw in garage).
      Da un punto di vista ecologico , considerando la filiera ,
      l’energia elettrica , per il momento,
      continuo a produrla in gran parte con il fossile.
      E il litio e le terre rare non vengono via a gratis.
      E le infrastrutture e la cultura dell’andare , bitume, gomma,
      bar & distributori, rimangono le stesse con gli stessi costi.
      Con il tempo forse finirà anche l’età del petrolio.
      Che “l’età della pietra non è finita per mancanza di pietre”.
      Nell’equilibrio entropico del pianeta, per gli eoni che gli rimangono ,
      in fondo , il nostro agire è per ora irrilevante.
      Certo che riuscire a vivere meglio non sarebbe male.

      goodbytes rt

      • #21553
        Mastic
        Amministratore del forum

        Tutto vero. E l’inchiesta di Riccardo Iacona a Piazzapulita la scorsa settimana ha sollevato un sacco di dubbi in chi pensava che l’elettrico fosse solo pulizia.
        Però ci sono un po’ di cose da considerare. Lo scrivo per scriverlo, so che tu, Kit, ne sei già a conoscenza.

        – il rendimento del motore elettrico è molto superiore a quello del motore termico
        – il rendimento delle centrali elettriche è a sua volta superiore a quello di un motore che deve prodursi autonomamente l’energia
        – il processo di separazione dell’idrogeno da altri elementi (che comunque sarà sicuramente il futuro), richiede un sacco di energia

        Credo che per questi motivi, il veicolo elettrico sia comunque meno inquinante di quello termico. Ma dico credo, perché i numeri non li ho, e sono pronto a prendere atto di studi che attestano cose differenti

        L’estrazione del Litio e delle Terre rare è un processo fortemente inquinante e gestito da aziende che non rispettano i diritti umani dei lavoratori? Verissimo.
        Non è che il petrolio sia poi così tanto meglio. Soprattutto, gli schiavisti siamo noi, che vogliamo comprare pagando poco qualunque cosa.
        Tutto.
        Inquina ed è prodotto in maniera non etica anche il macinacaffè che compriamo trionfanti a 8 euro online, felici di aver fatto l’affare perché una volta con meno di 25 euro non si prendeva.
        Probabilmente quel macinacaffè è stato prodotto da una fabbrica inquinante che non rispetta i lavoratori.
        Noi siamo solo la versione moderna e aggiornata degli schiavisti. Ci sporchiamo meno le mani nel nostro continente, ma molte amoralità del terzo mondo sono figlie della nostra esigenza di consumo a basso prezzo.

        Tutta questa pippa per dire che il problema non è l’elettrico in sé o il Litio (che non viene ancora riciclato in Europa!). Siamo noi. Poi magari parliamo anche delle montagne di smartphone che consumiamo…

        • #21555
          kitcarson
          Partecipante

          Guardiamolo da un punto di vista ottimista e benevolo.
          Piccoli passi e pensiero generazionale.
          Non siamo mai stati bravi a farlo.
          Abbiamo avuto grandi cambi di paradigma.
          Causati da guerre e rivoluzioni.
          Cambi di paradigma segnati dal sangue.
          L’elettrico potrebbe essere uno dei molti piccoli passi, un’evoluzione pacifica e consapevole.
          Un pensiero “verde” generazionale da trasmettere ai figli e ai nipoti.
          Ripeto, all’equilibrio del pianeta non gliene frega una cippa.
          Un’eruzione vulcanica ben assestata ….
          Ma per il nostro equilibrio e per la nostra sopravvivenza di homo sapiens
          potrebbe rivelarsi importante.
          E’ che mettere in discussione le proprie categorie di comportamento,
          soprattutto a una certa età, è faticoso…..

          goodbytes rt

    • #21561
      Stefano.gr
      Partecipante

      E l’inchiesta di Riccardo Iacona a Piazzapulita ….

      L’ho vista ,era Presadiretta. Direi che è stato un servizio ineccepibile e serio , che ha portato in risalto luci ed ombre sull’alimentazione del futuro.

      C’è tanta carne al fuoco , dalla procedura di industrializzazione per recuperare il litio , alla progressiva eliminazione del cobalto ed altri materiali nocivi e/o di scarsa reperibilità sul lungo periodo.

      Il servizio che ha fatto invece Piazzapulita sull’auto elettrica è inaccettabile. Nonostante io non sia un fan dell’auto elettrica e vista la professione che svolgo , un’affermazione su larga scala dell’auto elettrica porterebbe inevitabilmente la mia attività ad un sicuro tracollo, quindi chi più di me potrebbe averla in antipatia ?

      Tuttavia , fare un servizio del genere , dove hanno fatto percorrere Roma – Reggio Calabria con una Renault Zoe ad una giornalista che definirla dilettante allo sbaraglio non rende bene l’idea.

      Se si voleva dimostrare che l’infrastruttura di ricarica in Italia è ancora embrionale , lo sappiamo tutti. Ma percorrere una tratta del genere in 52 ore , non rende giustizia ad un buon giornalismo.

      Chiunque approccia all’auto elettrica , si documenta sull’utilizzo e sui limiti di tale tecnologia e soprattutto nell’eventualità di partire per un lungo viaggio si pianificano le soste nei punti dove c’è la possibilità di avere delle colonnine fast e questo lo sanno anche i bambini.

      Non si parte per un lungo viaggio con la batteria al 65% , significa volersi complicare la vita a tutti i costi, poi chiaramente in autostrada giù a 130 Km/h che notoriamente è la peggiore condizione per un’auto elettrica.

      Comunque , Vaielettrico , un portale nato nel 2017 che già dal nome si capisce che ruota intorno alla mobilità elettrica , ha voluto ripetere l’esperimento , tra l’altro alle medesime condizioni peggiorative , vale a dire batteria al 65% , conducente totalmente avulso dalla guida di un’auto elettrica , un pensionato di 65 anni coadiuvato da un’altra persona che l’ha semplicemente istruito su come utilizzare le App per trovare le colonnine fast.

      Risultato: 9 ore e 43 minuti , certo , ancora lontano rispetto allo stesso percorso fatto con un’auto con motore endotermico , ma lontano anni luce dalle 52 ore impiegate dall’armata Brancaleone !!!

      Non comprendo questo modo di raccontare i fatti in maniera così distorta , con una narrativa che rasenta il ridicolo , perché ???

      Viceversa , farei un bel servizio se a bordo di una Mercedes EQS , partissi da Roma arrivando a Reggio Calabria senza mai ricaricare le batterie ? Fino a 770 km di autonomia , batteria da 107 KW , 523 CV , velocità massima limitata a 210 Km/h , 0-100 4,3 secondi , il prezzo chiaramente è come una Panda di seconda mano.

      • #21563
        Mastic
        Amministratore del forum

        Si, ho confuso i due servizi. Grazie Stefano.
        Il secondo non l’ho visto, ma ne ho letto su Vaielettrico.
        Il primo, quello di Iacona, era abbastanza ben fatto. Con tutti i dubbi che ho già espresso e che non sto a ripetere. Però ha un vulnus enorme in partenza: ha dato per deciso il passaggio del 2035 all’elettrico. Lo ha fatto per tutta la trasmissione, dimostrando una sciatteria enorme nel non aver letto bene il punto di partenza.
        La data del 2035 è la PROPOSTA della Commissione, che ora deve passare il vaglio del Parlamento e del Consiglio europeo. E già si sa che la discussione si accenderà.
        Dare per scontata questa cosa, significa non aver letto, essersi mossi sul sentito dire. E alimentare una certa inquietudine nei telespettatori. Infatti mia suocera è venuta subito da me a dirmi di guardare la puntata di Iacona, perché era scioccata da ciò che aveva scoperto sui veicoli elettrici.
        Non mi sembra un bel lavoro. Nonostante il presidente di Motus-E si sia espresso con toni positivi.

        Della trasmissione di Formigli ho solo letto su Vaielettrico, ma mi sa che c’è veramente poco da commentare. Spazzatura

    • #21564
      lukethebike
      Moderatore

      Una cosa che mi accomuna al @mastic, è la CURIOSITA’ per la mobilità elettrica.
      Ed ogni volta mi viene voglia di fare un pippone, e lo faccio pure ora… 😉

      I Servizi giornalistici offrono alla maggioranza delle persone una visione che si pensa non tutti possano conoscere.

      Ben vengano i servizi in televisione se aiutano a CONOSCERE.

      Tuttavia, non vi è alcuna legge che obbliga a costruire i veicoli elettrici.
      Il Vincolo sono le EMISSIONI DI CO2.
      Un pò come il Green PASS: il vaccino non è obbligatorio, ma se non hai il Green Pass non fai nulla.

      Se il problema è il surriscaldamento globale dovuto alle emissioni di CO2, allora le valutazioni andrebbero fatte su questo.
      Quello che voglio dire, e che l’informazione dovrebbe puntare a comprendere se nel suo completo ciclo di vita, le Vetture, Moto ecc. emettano basse o nulle quantità di CO2.

      Il fatto che ci concentriamo sui veicoli a Batteria o Hybrid ha portato ad una deriva assurda: si parte dall’assunto che per emissioni di CO2 si pensa solo a ciò che esce dallo scarico.
      Le trasmissioni televisive stanno cominciando finalmente a porre il problema di quanto COSTA a MONTE di CO2 in più rispetto a quanto COSTA a VALLE di CO2 EMESSE allo scarico.

      Ovvero, se considero le AUTO a Batterie:
      1. Quanta CO2 in più emetto per Estrarre il litio
      2. Quanta CO2 emetto per alimentare le colonnine di ricarica rapida (Ricordo che la velocità di ricarica dipende dal POTENZIALE a monte della colonnina)
      3. Quanto COSTA in termini di AMBIENTE l’estrazione del litio.
      4. Quanto costa in CO2 lo smaltimento ed il riciclo dei materiali elettrici compreso le batterie al litio.

      Ma la nostra endemica ottusità a miopia non ci aiuta certo a capire che le BATTERIE sono solo una DELLE TECNOLOGIE possibili.

      Faccio presente che con le conoscenza attuali, la generazione di ENERGIA con fonti RINNOVABILI, sono al momento una CHIMERA in termini di efficienza e potenza per le esigenze di RICARICA RAPIDA delle Vetture così come sono concepite oggi.
      Per esempio, la Renault ZOE del servizio ha bisogno di 2,7Kw per la ricarica da casa. Ricarica che richiede circa 15 ore per un livello 100%.
      Se invece utilizziamo una colonnina ad oggi la più rapida, ovvero che impiegherebbe circa 45min per quella vettura, l’Energia potenziale di quella colonnina sarebbe dell’ordine di 200/300Kw.

      Fatevi i conti di QUANTA ENERGIA dovremmo generare per alimentare una INFRASTRUTTURA fruibile in tutto il territorio…

      Al momento solo col Nucleare sarebbe possibile.
      Che in Italia abbiamo bannato, ma che i nostri Paesi limitrofi (Francia e Svizzera in primis) da cui acquistiamo energia, utilizzano.

      Tuttavia, l’Azienda per la quale lavoro mi ha fatto conoscere la possibilità delle FUEL CELL.
      Sotto allego un paio di link per conoscere questo mondo, ma in sintesi ed a livello al momento teorico da noi in Italia, questa tecnologia permette di generare energia a bassissimo costo di CO2. Sia a monte che a valle.

      Per esempio, alla colonnina di ricarica delle stazioni SHS (Smart Hydrogen Station) basta l’energia di un solo pannello FOTOVOLTAICO grande come un finestrino di un auto, per alimentare il Generatore.
      A Valle le emissioni sono costituite da H2O più la CO2 emessa dei motori elettrici e dalle parti che si scaldano. Cosa peraltro comune agli attuali motori elettrici ma trascurabili se paragonate alle emissioni da combustione.
      L’Idrogeno liquido utilizzato al posto della Benzina è stato presto abbandonato da BMW che lo stava provando.

      Le CELLE A COMBUSTIBILE (FUEL CELL) genera corrente elettrica proprio dal ricongiungimento degli atomi di Idrogeno (H) con quelli di Ossigeno (O). L’energia generata da questa unione è molto elevata.
      Tale energia viene accumulata nella cella stessa e viene utilizzata per alimentare i motori e tutti i sistemi elettrici.

      La Clarity FCx (Fuel Cell Vehicle) produce energia in sovrabbondanza, ed addirittura con l’auto è previsto un POWER ESPORTER che dall’auto fornisce energia all’esterno quando l’Auto è parcheggiata.

      Qui il link della SHS con un piccolo video che spiega come si genera l’Idrogeno e come è possibile farlo a basso costo energetico.
      https://global.honda/innovation/FuelCell/smart-hydrogen-station-picturebook.html

      Qui più in generale la “Vision Aziendale” a cui ormai in Giappone hanno aderito Toyota, Mazda, e tutti gli altri.
      https://global.honda/innovation/FuelCell.html

      Il Governo Giapponese ha accordato di creare delle stazioni di carica nelle 4 maggiori METROPOLI.
      E’ come un cane che si morde la coda:
      Non si installano Stazioni Carbon Free se non c’è sufficiente Parco Circolante.
      Non si producono veicoli Carbon Free se non ci sono sufficienti Stazioni di Ricarica.

      Il Costruttore Nipponico fornirà 200 delle sue SHS ai centri Rurali entro il 2022, per poi aumentarne il numero man mano che le richieste aumenteranno. Alle quali si aggiungeranno anche quelle di tutti gli altri.

      Abbassare il livelli di CO2 è un dovere per i nostri Figli.
      Lasciare le basi per un mondo più pulito, è l’eredità che dobbiamo lasciare loro.
      Per cui con tutti i difetti attuali, la Tecnologia migliorerà comunque e naturalmente man mano che la richiesta aumenta.

      E le Aziende sanno che è fallimentare pensare SOLO al Profitto, se non prendi coscienza del Valore che possono donare alla società.
      O Almeno così sono le Aziende con una solida Filosofia come guida per raggiungere il Profitto.
      Tutte le Aziende DEVONO fare Profitto.
      La differenza che le distingue è il COME governi il tuo Business.

      E le Grandi Aziende questo lo sanno. Il futuro è stare dentro la Società ed da essa essere accettate come risorsa per migliorare la qualità della vita.
      Questa è la sfida che attende i Costruttori.

      Saranno esse capaci di darci una mano a vivere meglio?
      Sarano capaci i Governi a “Vedere” oltre la siepe?

      Ecco pippone finito.
      Saluti e baci elettrici a tutti.
      FLASH!

      • #21570
        kitcarson
        Partecipante

        Bello
        Però sottolineerei che l’idrogeno è un vettore.
        Devo ricavarlo , in gran parte ,per elettrolisi dall’acqua e sostanzialmente ,
        ad oggi, ottengo dall’idrogeno la stessa energia che ho impiegato a produrlo.
        In buona sostanza non posso usare idrogeno per produrre idrogeno.

        Cito dal link di Luke

        “Gli FCV hanno bisogno di idrogeno per funzionare.
        Se è possibile generare in modo efficiente idrogeno

          utilizzando energia rinnovabile

        ,
        gli FCV diventeranno più comuni e più convenienti.”

        Poi occupa molto spazio , devo comprimerlo, e ha il vizio di esplodere facilmente.
        Quindi ho problemi di stoccaggio e distribuzione.
        Risolvibili , ma ancora solo in paesi con infrastrutture avanzate (vedi ancora i link di Luke).
        Poi il motore elettrico è la soluzione, mi sa che è nato prima del motore a scoppio ,
        non è certo una novità ….. basta alimentarlo.

    • #21569
      cla_lo
      Partecipante

      Si sta svolgendo qui una discussione di alto livello che meriterebbe di essere conosciuta da un pubblico più vasto. Credo, per esempio, che il contributo di Luca sia già pronto per diventare un articolo autonomo con pochi aggiustamenti formali. Come si può fare?

    • #21572
      sec
      Partecipante

      Personalita’?

      Piu’ lente di una lunga agonia (ricordiamo per l’ ennesima volta che sono 2 secondi al giro in media piu’ lente delle …moto 3) e piu’ silenziose dell’ angoscia che l’ accompagna.

      😀

      Scherzi a parte… (scherzo? 😉 )

      A me e’ piaciuto MOLTO l’ articolo del capo in home page. Aguzzo, inquadra molto bene il punto saliente della problematica.
      Pero’ il capo e’ confuso, neanche lui sa che posizione prendere. Sembra Dr. Ric e Mr. Mastic. 😀

      Ci sono un paio di punti che continuano ad infastidirmi, perche’ sono palesi inesattezze. Non si puo’ paragonare l’ efficienza di un motore a scoppio a quella di un motore elettrico. Sono proprio due cose diverse, MOLTO. Il motore a scoppio si alimenta con un carburante, trasforma il carburante in energia tramite un processo chimico e poi l’ energia in lavoro meccanico. Un motore elettrico si alimenta con energia pronta all’ uso e si limita a trasformarla in lavoro meccanico. Infatti, a differenza di noialtri, gli inglesi usano addirittura due termini distinti per indicare le due unita’. Il motore a scoppio e’ un “engine”. Quello elettrico e’ un “motor”.
      L’ unica maniera sensata (ed UTILE) di paragonare le rispettive efficienze e’ quello di partire dall’ estrazione delle materie prime, computare tutti i costi di trasporto, trasformazione e distribuzione e POI aggiungere l’ efficienza del propulsore in se. Se qualcuno ha 5 minuti da perdere…. 😀

      Capo: non fare il furbo. Sara’ pure vero che quell’ affare accelera ancora bene a 180kmh… ma non ci dici che non arriva neanche a 200kmh. I 200 li prendevano i 400cc, qualcosa tipo 30 anni fa.
      Quegli affari NON vanno, c’e’ poco da girarci attorno. Ve l’ avevo spiegato gia’ qui:

      post #20406

      Del resto non e’ necessario scomodare i massimi sistemi. Basta aprire il libretto di istruzioni di un qualsiasi utensile elettrico da cucina, per leggere: “non operare per piu’ di TOT secondi continuati”. Altrimenti brucia. 😀

      Ed il fatto che non vanno non e’ neanche il problema principale… che e’ il fatto che vanno per molto poco. Le motoE, in gara, fanno un terzo dei giri delle moto a combustione perche’ il limite e’ quello. Il TT di Man si svolge da 4 a 6 giri da 60km, a seconda della categoria. Le elettriche in gara (TT Zero), pero’, coprono UN SOLO GIRO. RIDICOLE, per me e’ vera “pubblicita’ controproducente”.
      Ricordo che stiamo parlando di gare di massimo livello, dove l’ unico limite e’ la tecnologia in se e non ci sono compromessi di natura finanziaria per rendere i veicoli commerciabili/sostenibili.

      Questi mezzi hanno senso solo a bassi regimi/prestazioni ed a cortissimo raggio. In citta’. Perche’ a basse prestazioni sono piu’ efficienti e perche’ producono meno inquinamento LOCALE.
      Passi per le auto… ma consideriamo un attimo l’ oggetto del nostro discorso. La moto.
      La moto e’ stato oggetto di fascino perche’ e’: sporca, scostumata, irriverente e sinonimo di liberta’.

      … e tu me la vuoi sostituire con un oggetto pulito, civile e con la “liberta’ ” di muoverti per max 120 km, che e’ l’ autonomia nelle gite fuori porta di quell’ oggetto che stanno facendo provare al capo? Possono avere entrambe due ruote ma a livello culturale moto convenzionali ed elettriche sono esattamente agli antipodi: I motociclisti sono delle bestie strane che per decenni hanno speso fior di quattrini per cambiarsi gli scarichi e fare ANCORA PIU’ BORDELLO rispetto agli scarichi stock… ed adesso si parla di questi robi che sibilano? Assolutamente normale che non se ne venda neanche mezza.

      Ragazzi… de gustibus. Ad ognuno il suo, ma a me provocano sincera repulsione e non sono mai stato particolarmente teppista ( 😉 ) e di certo tutt’ altro che scostumato.

      Comunque “voto” anche io Fuel Cells. In un lontano futuro, si intende. Perche’ ora come ora, pure loro….

    • #21574
      Mastic
      Amministratore del forum

      Ehm, @sec

      Piu’ lente di una lunga agonia (ricordiamo per l’ ennesima volta che sono 2 secondi al giro in media piu’ lente delle …moto 3) e piu’ silenziose dell’ angoscia che l’ accompagna.

      Una vita fa, quando noi buonini a Vallelunga sul corto giravamo sotto il minuto, avevo un amico pilota che correva con un Ducati F1. Scendeva a malapena sotto il minuto, quando noi eravamo a 56″. Però lui diceva che si divertiva da matti con l’F1, perché dovevi lottarci tutto il giro. E alla fine il 59 che arrivava, a volte il 58 alto, era un’enorme soddisfazione.
      Girano più lente delle Moto3? Ma sono proprio una cosa diversa. Può succedere. E non è detto che siano una cosa paragonabile alle moto da corsa delle categorie più veloci.
      Io però Fogarty che segna il giro record al TT poco più di 20 anni fa me lo ricordo. E vedere che adesso quel tempo è superato dalle moto elettriche sinceramente mi sciocca. Perché io come moto elettriche pensavo ai motorini con i cestini dietro dei postini svizzeri.

      A me e’ piaciuto MOLTO l’ articolo del capo in home page. Aguzzo, inquadra molto bene il punto saliente della problematica.
      Pero’ il capo e’ confuso, neanche lui sa che posizione prendere. Sembra Dr. Ric e Mr. Mastic. 😀

      Grazie per il complimento, ma io la mia posizione l’ho presa in quello stesso articolo. Ho detto che a me le moto elettriche piacciono un sacco, ma che non sono sovrapponibili alle moto termiche. Perché sono una cosa diversa. E ho detto che per ora sono un qualcosa che deve diffondersi secondo le leggi del mercato e la richiesta del mercato, non per decisione politica.

      Ci sono un paio di punti che continuano ad infastidirmi, perche’ sono palesi inesattezze. Non si puo’ paragonare l’ efficienza di un motore a scoppio a quella di un motore elettrico.

      L’ unica maniera sensata (ed UTILE) di paragonare le rispettive efficienze e’ quello di partire dall’ estrazione delle materie prime, computare tutti i costi di trasporto, trasformazione e distribuzione e POI aggiungere l’ efficienza del propulsore in se. Se qualcuno ha 5 minuti da perdere…. 😀

      Su questo concordo con te. Ma a spanne sono convinto che sia ancora conveniente. Anche se i conti in mano non li ho. Per una serie di motivi. Delocalizzare l’inquinamento al di fuori delle città è comunque conveniente. Come lo è concentrare tutto in un megasistema, che per forza di cose direi che sarà più efficiente di una serie di piccoli propulsori che se ne vanno in giro senza sufficienti controlli sulla loro messa a punto.

      Capo: non fare il furbo. Sara’ pure vero che quell’ affare accelera ancora bene a 180kmh… ma non ci dici che non arriva neanche a 200kmh. I 200 li prendevano i 400cc, qualcosa tipo 30 anni fa.

      In realtà la Zero i 200 dichiarati dal costruttore li raggiunge, quindi si pianta perché è limitata elettronicamente. E anche il surriscaldamento credo sia un ricordo. Il motore è raffreddato, la batteria pure, e il termometro non mi è mai salito. Eppure abbiamo usato la moto anche per fare una cosa da idioti. Una sfida vinta proprio perché l’accelerazione senza marce è qualcosa di portentoso in uscita di curva.
      Che sfida lo saprete fra qualche giorno, quando pubblicheremo il video del nostro pilota a caccia del record 🙂 (P.S. il pilota non sono io, ma DrGonzo, che alcuni qui conoscono).

      Camminano poco? Si, è vero. La Zero la danno per oltre 300 km, con il kit di batteria maggiorata che io non avevo. Personalmente ne ho fatti poco più di 200 con un pieno, ma non sono andato proprio risparmioso. Il problema è che mi divertivo tanto che…
      Ecco, vengo al mio punto. Non capisco la chiusura mentale di tante persone che non ne vogliono neanche sentir parlare. Mica ti dico di venderti la tua moto. Mica ti dico che è meglio della moto tradizionale. Anzi, ti dico che è proprio diversa. Ma guidarla è un divertimento unico. Sono uscito due volte in derapata di potenza dalle curve (grazie traction control 😉 e sono tornato a casa che ridevo come un imbecille. Purtroppo tutti i motociclisti che ho incontrato per strada erano tranquilli e non ho trovato nessuno che ha pensato di farmi vedere che la sua sputafuoco andava più della mia Indesit. Peccato.

      • #21576
        sec
        Partecipante

        In realtà la Zero i 200 dichiarati dal costruttore li raggiunge, quindi si pianta perché è limitata elettronicamente.

        Si, 200 sono dichiarati dal costruttore, giusto. Ma convertendo i 124mph in kmh viene fuori 199.56 kmh. Quindi, “tecnicamente” non arrivano ai 200kmh. 😀
        Ovvio che sono limitati elettronicamente… ma appunto: chiediti il perche’. Che poi il perche’ credo di avertelo spiegato in quel post vecchio che citavo piu’ sopra.
        Sull’ autonomia ho fatto semplicemente riferimento ai dati del costruttore:

        https://www.zeromotorcycles.com/model/zero-srf

        Vai a “technical specifications” e clicca su “full specs”. A 113kmh di velocita’ costante, sono 132km di autonomia. 113… figurati i canonici 130kmh. .

        Tie’, questa e’ la tabella dei record sul giro del TT. Questi sono tutti piloti professionisti, che aprono il gas a palate:

        https://www.iomtt.com/tt-database/tt-records/lap-records

        Le “zero” se la possono giocare giusto coi sidecar. Che hanno delle gomme da auto e DUE persone a bordo con il relativo peso supplementare.

        Dai…. non vanno. E vanno per poco. In autostrada pochissimo. Saranno divertenti, avranno un’ accelerazione (sopratutto da ferme) notevole, hanno delle prestazioni molto piu’ che sufficienti (ma per poco)… e si, un buon manico potra’ sicuramente infilarci una Panigale Superleggera montata da un manico meno valido…. ma i numeri sono quelli e sono inconfutabili. Compreso il fatto inconfutabile che il pilota scarso sulla Superleggera si rifa’ un quarto d’ ora dopo, quando l’ elettrica si e’ gia’ scaricata 😀

        Chiusura mentale? No, dai. Io le chiamo “preferenze personali”. Mica sono gli unici mezzi che reputo insulsi. Potrei tranquillamente comprare una QUALSIASI moto sotto i 1000cc. Vivrei benissimo con enduro, dual, naked, sportive, on-off come una Tracer o una NC o una classic come la Bonnie di kit MA non prenderei MAI una sportiva estrema odierna o uno di quei maxi incrociatori che son tanto di moda. Roba inutile. L’ Africa di Claudio no, quella mi piace. Come mi piace quella Indian di cui si parlava altrove, nonostante sia contro i miei principi perche’ 1200cc. Vedi, c’e’ l’ eccezione perche’ c’ e’ pure una “questione di pancia”: quando il mezzo ti piace, ti piace e basta. Anche le auto: non metterei mai il sedere su un SUV, odio i mezzi turbo (bel guaio, questo..) etc.

        Nelle ultime due settimane mi sono sparato piu’ o meno 2400km. 1600 in autostrada, e quelli gia’ sarebbero stati un dramma con un’ elettrica. I restanti in posti abbastanza selvaggi, strade piu’ che secondarie/isolate, con zero infrastrutture di ricarica (neanche una comune presa per ricarica notturna) ed un utilizzo a dir poco “imprevedibile e non pianificabile”. Tieni presente che sono uno che parte da Parigi per arrivare a Bruges (tutto studiato e pianificato)… poi cambio idea per strada ed arrivo a Londra. Oppure sono a Parga, parto per arrivare a Lefkada (che e’ li ad una mezz’ oretta) poi cambio idea e mi ritrovo sul Pindos. In genere, appena vedo una cazzo di strada persa nel nulla mi ci butto a pesce. A dispetto dei miei stessi credo, a me davvero servirebbe uno di quei mega incrociatori in versione adventure, col serbatoio iper-maggiorato. Ma continuano a non piacermi.

        Al di la delle caratteristiche funzionali delle elettriche, che reputo insopportabili in relazione alle mie esigenze/preferenze… c’e’ pure il fattore estetico. Dai, le elettriche sono tutte anonime e/o assolutamente orribili. Sembrano una “parodia” di una moto. Come faccio a preferire la SR/F a, che so, una Brutale? La Brutale e’ ARTE, diamine. La SR/F ha quel “falso” traliccio che e’ assolutamente ridicolo. Di certo non e’ il “telaio vero” perche’ fin troppo gracile. Sara’ tutta imperniata sulla batteria.

        Ma queste sono tutte considerazioni personali, ovvio. Non e’ che le elettriche mi danno fastidio “perche’ esistono”. Mi limiterei ad ignorarle. Mi danno fastidio per via della propaganda, spesso “imprecisa” (per evitare epiteti piu’ pesanti). Sono buoni prodotti? Bene: buttiamole sul mercato, SENZA SPINGERLE E SENZA AIUTINI, e vediamo come se la cavano. Come dicevi anche tu nell’ articolo in home. Se pur vendessero, continuerei ad ignorarle ugualmente ma lo farei con serenita’.

      • #21578
        sec
        Partecipante

        Come lo è concentrare tutto in un megasistema, che per forza di cose direi che sarà più efficiente di una serie di piccoli propulsori che se ne vanno in giro senza sufficienti controlli sulla loro messa a punto.

        Ah, dimenticavo. Questo sopra e’ un punto molto interessante ed intelligente.
        E’ pur vero che il sistema centralizzato ha i suoi problemi, sopratutto perche’ devi costruire una rete di distribuzione complessa e soggetta a mille problemi e dispersioni. E devi manutenerla. E poi ci sono le mega-defaillances: una volta, quando ero a Santorini, rimanemmo UNA SETTIMANA senza fornitura elettrica per l’ esplosione di un generatore in centrale. Non scherzo.
        Pero’ e’ vero che controllare lo stato di manutenzione di milioni di piccoli generatori e’ semplicemente impossibile.
        In realta’, comunque, la rete elettrica del futuro pare sara’ – nelle intenzioni – quanto di piu’ decentralizzato possibile. Ogni tetto di ogni casa, ogni pala eolica etc sara’ un generatore indipendente che immettera’ energia in rete. Gereratori indipendenti, controllo centralizzato automatizzato (la famosa smart-grid).

    • #21575
      cla_lo
      Partecipante

      Non potendo aggiungere nulla al confronto fra pesi massimi in corso mi limito a dire che ci sarà una lunga transizione durante la quale dovranno convivere il vecchio e tutto il nuovo che arriverà. Poi, tra molti anni, si arriverà ad una svolta. Beato chi ci sarà. Vuol dire che è giovane oggi

      • #21577
        sec
        Partecipante

        Beato chi ci sarà. Vuol dire che è giovane oggi

        ESATTISSIMO! 😉

    • #21580
      kitcarson
      Partecipante

      “noi non ci saremo”
      un po’ rosico..
      poi penso che esistiamo per un
      insieme di fattori casuali
      che l’evoluzione funziona a salti
      che il clima cambia
      e non sono sicuro che siamo noi
      a determinarlo
      o forse che sarebbe cambiato comunque
      in un altro modo
      e che potrebbe capitare all’improvviso
      di dover cambiare modo di pararmi il culo
      prima di non esserci più
      …l’ultima botta di vita…

    • #21587
      Mastic
      Amministratore del forum

      Intanto, in attesa di lavorare i video, oggi su In Moto ho pubblicato una provocazione:
      https://www.inmoto.it/news/approfondimenti/2021/09/29-4752242/confessioni_di_un_motociclista_sono_attratto_dalla_moto_elettrica/

      Per provocare ho provocato bene: sulla pagina Facebook di In Moto la metà dei commenti mi danno del gay (ma che c’entra?) e l’altra metà del non motociclista.

      In realtà, se leggete l’articolo, ho scritto che sono colpito dalla chiusura totale della maggior parte di motociclisti nei confronti di una tipologia di veicolo che forse meriterebbe di essere provata.
      In fin dei conti se le elettriche vincevano la Pikes Peak, un motivo deve esserci. E l’ho capito guidando questa nel modo giusto. Lo ha capito anche mia figlia, che dopo la prima spalancata di gas ha esclamato un “porco cazzo” chiaro e distinguibile nell’interfono.

      Se mi ridanno la Indesit sportiva, vado a piazzarmi sotto una strada di montagna apposta per beccare tontoloni convinti di pettinarmi in salita.
      Ah, in settimana ne ho trovato solo uno, che ha provato a partire forte a un semaforo dando fiato al suo 4 in 1. Al semaforo successivo è partito piano piano con le orecchie basse 😉

      • #21596
        sec
        Partecipante

        Va be’, esagerati. Che c@zzo c’ entra essere “gay”?

        Facciamo “lievemente effeminato” e non se ne parla piu’. Ok? 😉
        😀

        Non ho capito una cosa: quale figlia ha detto “porco cazzo”? No… perche’ se e’ la figlia no. 1 allora va bene. Se e’ la figlia no. 2… allora quell’ accelerazione deve essere davvero miracolosa! 😀

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