La moto secondo noi

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    • #17939
      Mastic
      Amministratore del forum

      Mi è stata chiesta una lezione sulla moto.
      Per prepararmi ho buttato giù un po’ di idee. Poi ho pensato che la parte iniziale della mia lezione, quella introduttiva, poteva essere interessante pubblicarla qui. Eccola!

      Cos’è la moto? Un mezzo a due ruote, incapace di avere un’autonoma stabilità. Sta in piedi con l’effetto giroscopico, ma anche con l’aiuto del pilota. Insieme si balla il tango. E questa cosa dà tanta soddisfazione. Dà piacere. E tocca corde diverse.
      Il modo di vivere la moto che abbiamo varia da persona a persona.
      Per alcuni la moto è libertà. È quel qualcosa che si è tanto desiderato da giovani, e oggi si può finalmente avere. Per molte donne alle quali ho fatto corsi di guida è stata una conquista personale, un’autoaffermazione. Per gli sportivi è un modo per sfogare l’aggressività, per gli psicologi è un prolungamento del pene.
      La moto è tante cose e può essere goduta in tanti modi. Ci si può andare a spasso, ci si può far cullare, la si può condividere con un’anima gemella, la si può prendere come un qualcosa che ci rappresenta, che racconta il nostro carattere. Pensate a chi la vive in maniera easy rider, con la chitarra a tracolla. Può essere uno status symbol. Può essere uno strumento per urlare, attraverso uno scarico aperto e il motore tenuto su di giri.

      La moto è tutto questo. Io avevo 12 anni, venivo da una famiglia dove c’erano molti motori e stavano tutti su di giri. Però le ruote erano 4. Poi un giorno, per caso, mamma mi ha comprato una rivista di moto. E io ho scoperto un trasporto incredibile per quel mezzo che in curva piegava.
      Ecco, un tratto del mio carattere: la piega più che l’impennata. E la velocità.

    • #17943
      zio franco
      Partecipante

      Inviti la lepre a correre !

      Sopratutto a svelare la mia contraddizioni su questo tema

      Rimane un pezzo di metallo,almeno lo era,ora c’è tanta chimica,ma quello che mi attira irresistibilmente è la tecnica,che a differenza delle auto,è una microtecnica,tutto all’insegna della leggerezza e dimensione,un parco giochi per gli amanti della meccanica.E per questo ogni differenza,evoluzione si traduce subito in prestazione,e ci aggiungo che il “pezzo di ferro” si capisce subito che è ideato e messo insieme dall’uomo con questo obbiettivo,velocità,leggerezza e piacere di guida,tre capisaldi irrinunciabili per me.

      In contrasto assoluto per me rappresenta la naturale evoluzione del Cavallo (ridaje…) ed uno in particolare,il Mustang americano,l’indomabile,l’indipendente e selvaggio cavallo del nord america,velocissimo,leggero e scorbutico animale figlio di mille incroci del selvaggio West,destinato all’estinzione come noi,in aperta competizione con il bestiame,come le auto ed i benpensanti

      Il connubio tra queste due visioni,materiali e romantiche rappresenta l’estrema sintesi,l’essenza della motocicletta,e forse anche diretta conseguenza del carattere del sottoscritto rappresentato nelle due immagini idealizzate

    • #17955
      Mastic
      Amministratore del forum

      E hai messo la moto alla quale mi riferisco sempre quando penso che alla fine millemila cavalli e tanta elettronica sono belli, ma ci si divertiva (eccome) anche con moto molto semplici. Essenziali. Leggere. E raffinate. Perché quel violino voleva un accordatore professionista per suonare bene. Altrimenti gracchiava e si rompeva.

      P.S. Blocca regolarmente i messaggi con file allegati tuoi e di @guru. Qualcosa li fa scambiare per possibile spam (e lo fa solo con voi due). Dopodiché devo approvarne io la pubblicazione. Il problema è che non mi arriva neanche nessun avviso. Studierò ancora per risolvere questo problema. Intanto, e so che è una rottura di balle, se avete rogne scrivetemi al volo e vi sblocco. Io comunque vado a guardarci con regolarità nei messaggi bloccati

    • #17982
      lukethebike
      Moderatore

      Moto-Cicletta: Bicicletta a Motore.
      Un signore nel 1948, in un paese raso al suolo fisicamente e economicamente dagli embarghi dei Nord-Americani, prese una BICICLETTA e raccattò dai cimiteri postbellici alcuni motori che alimentavano le Radiotrasmittenti.
      Montò questi motori su una bici e tantissime PERSONE riacquistarono l’INDIPENDENZA. E fu rinascita e vita.
      Questo signore era Soichiro Honda.

      Nel 1965 C’era un bimbo di 20 mesi che rideva ogni volta che sentiva brum brum. Una volta salì sulla FIAT 1200 bicolore del papà, tolse il freno a mano e si andò a schiantare contro una canala dell’acqua. Erideva col volante in mano e urlava Bruuummm Bruuummm.
      Da allora lo Zio gli raccontava di eroi sulle auto e soprattutto sulle moto, delle gesta di Mike Hailwood, Pasolini, Saarinen, Agostini.
      Nel 1971 quel bambino con gli arti paralizzati per colpa di un male passeggero, da 6 mesi viveva in un canotto. Egli rideva ogni volta che sentiva un motore prendere vita e che faceva brum-brum.
      Lo zio gli piazzò non a portata una Motina 48cc Motore Franco Morini avviamento frontemarcia (BebèCross si chiamava) per stimolarlo ad alzarsi. I Medici dicevano che era guarito, ma lui non si voleva alzare.
      La forza di andare ad accenderla fu come l’Amore. E Gli salvò la vita.

      Ecco. La moto è amore.

      A 33 anni, lasciò un lavoro informatico ben pagato, per andare a lavorare in un’azienda che quei cosi costruiva. Lasciò 2.200.000 di vecchie lire x 870.000 lire ed il contratto di formazione da 2 anni ed un lavoro in magazzino.

      Quindi cos’è la MOTO?
      Moto-Cicletta: Bicicletta a Motore

      Meglio così và…

      Ciao

      • Questa risposta è stata modificata 7 mesi, 3 settimane fa da lukethebike.
    • #17984
      Vanni
      Partecipante

      C’era un ragazzo di 16 anni, che nel 1981 fu folgorato da alcune immagini viste in un programma televisivo di qualche vecchia TV dell’epoca, si vedeva un pilota americano, Freddie Spencer sulla sua Honda.
      Da quel giorno il giovine smise il poster di Chinaglia per quello di Fast Freddie.
      Con quella mossa iniziò una passione smisurata che lo ha portato ad avere cinque moto dell’Ala Dorata ed una passione per la guida pulita e bella da vedere da solo ed in coppia, avendo avuto la gran fortuna di una moglie che per molti anni ha assecondato parecchie vacanze in moto.
      Ora siamo un poco stanchi, il fisico comincia a dare segni di cedimento, ma la passione è rimasta tale, che per qualche piccolo weed-end addirittura ci portiamo la cagnolina al seguito, piace anche a lei.
      Per me la moto è stata un grande colpo di fulmine ed una passione per sempre.

    • #17985
      Mastic
      Amministratore del forum

      Sono emozionato dalle vostre bellissime risposte.

    • #17987
      zio franco
      Partecipante

      Da brividi…

      Gli esempi valgono più di un mare di parole
      Grazie amici

    • #18013
      Dolfy
      Partecipante

      La moto….c’era un bocia scavezzacollo che partiva in bicicletta da metà montagna per raggiungere il lago ed inseguire il suo sogno dietro al pallone. Quando finiva la partita o l’allenamento gli altri compagni andavano a casa tranquilli e lui doveva rifarsi 5 chilometri di tornanti in salita per rientrare. Lo sorpassavano anche le prime ragazzine con il Ciao e lui si ingobbiva vieppiù sui pedali per non sentirsi prendere in giro…”forza Gino (Bartali) sei quasi in cima!!!” A 14 anni mio padre mi portò a casa una vespa 50L azzurra metallizzata usata, un sogno! Tutto era meglio che pedalare! Da allora le due ruote sono state le mie ali della libertà, ho percorso strade e paesi allungando e rinnovando anno dopo anno mete e percorsi. Ho goduto in pieno di quell’ebbrezza speciale che si prova uscendo da casa per conoscere un pezzetto nuovo del gran mondo che abbiamo intorno e dei suoi abitanti. Sono passati 49 anni da allora ma ancora oggi come allora la giornata non è completa se la moto non lascia il garage, fosse Solo per andare per commissioni. Una eredità lasciatami dal babbo che aveva dovuto abbandonare il suo lavoro di meccanico di moto per poter mantenere la famiglia. Una passione tramandata alle figlie che spero continuino la tradizione. La moto…imprescindibile!

      Il Dolfy

    • #18016
      Fuzz
      Partecipante

      Se chiudo gli occhi, ancora lo vedo…giubbotto nero, in testa il Cromwell bianco con fascia grigia, foulard svolazzante…e Guzzone smarmittato 🙂 lo spengeva e mi faceva volare in aria,
      fra gli scuotimenti di testa della mia mamma…era il suo fratellino minore, mio zio 🙂 testa matta fino al midollo 🙂 ma per me, un eroe! Vederlo volare sulle tavole, messe a mo’ di trampolino…fare lo scemo sul piazzale di casa, erano gli anni del fine ’60…smaniavo perché mi portasse a fare un giro, ma la mamma non sentiva storie, nient! Poi un giorno cedette…e andai con lui, non ricordo una sensazione più forte. Tutto è venuto da li…poi un giorno, avrò avuto 11 anni, tirò fuori dal garage un vecchio Bartali 160cc, mi portò a fare un breve giretto, ed al ritorno, sotto gli occhi esterrefatti di mia mamma, mi fece salire da solo e partire!:-))che gusto!…ma va detto, che mi aveva fatto allenare, di nascosto quando mi portava a casa sua, con un vecchio Cimatti 48 50cc 😉
      uguale a quello del mio babbo, che poi avrei usato di nascosto…ma questa è un’altra storia.
      Tutta colpa sua…ormai non c’è più, una malattia me l’ha portato via, troppo presto…ma spero che mi sia stato vicino.

    • #18088
      cyrano
      Partecipante

      Il fratellone … il fratellone andava in moto e io avevo una venerazione per lui, più grande di me di 14 anni era a tutti gli effetti il mio eroe, qualsiasi cosa facesse era naturale che volessi farla pure io … e a pensarci adesso è andata proprio così.
      Ricordo la gioia quando mi faceva fare un giro e ancor di più quando mi portava in officina dal “Puccio”.
      Assieme ai suoi “soci” e all’insaputa di mia madre, mi ha insegnato quel poco che so.
      Di tutte le moto che ha avuto, quella che più ho impressa nella memoria è una Kawasaki GPZ 550, rossa con la banda bianca e nera lungo il serbatoio, doppio ammortizzatore posteriore e il cupolino con il faro quadrato.
      Se chiudo gli occhi me la vedo davanti, Stefano in sella mi fa cenno di salire su … ecco … la moto secondo me è questo.

      Sempre Vostro

      Cyrano

    • #19323
      paolo2145
      Partecipante

      Cominciai verso i 7 od 8 anni ad usare di nascosto il Guzzino di mio padre, medico di campagna, quando era in ambulatorio ed ero certo che non mi avrebbe potuto beccare.
      Quante grattate col cambio a lato del serbatoio, ma che soddisfazione.
      Ma poi ai sedici anni niente moto, mio padre mi promise l’auto per i 18 e mantenne.
      Fu irremovibile, tanto che dopo alcuni cinquantini con i primi soldi che riuscii a guadagnare mi comprai una XT 500 usata a 32 anni suonati.
      Fu la prima di una lunga serie, ora giro con la NumeroTrenta, di anni ne ho sessantaquindici e di smettere non ne voglio assolutamente sentir parlare.
      La moto è ed è sempre stata per me un modo di uscire dai soliti pensieri per ritrovarmi come per miracolo in un mondo diverso, felice, spensierato, la testa si svuota e sotto al casco la mia faccia è rilassata, penso solo alla voce” del motore, una musica.
      E ripenso a mio padre, ex motociclista che per un motivo che non mi disse mai non mi permise di esaudire il mio desiderio tanto profondo.
      Ogni volta che cambiavo moto la solita commedia: “Babbo, questa ha centotrenta cavalli”.
      La risposta immancabile, in dialetto bolognese: “E un somaro”.
      Ma venne il giorno in cui dovette smentirsi, lo ingannai con perfidia: “Babbo, salta su, ti porto a casa piano piano” (abitava a 500 metri).
      Avevo allora una FJ1200, lui aveva 80 anni tondi ma era in gamba come un sessantenne.
      Presi la strada della Raticosa e tirai a più non posso, tenendo marce basse per fargli godere al massimo l’urlo del 4 cilindri.
      Non si mosse mai, lo sentivo perfettamente a suo agio, come non ci fosse.
      Arrivati allo Chalet al passo lo feci scendere e mentre si slacciava il casco mi portai a distanza di sicurezza, aveva due mani che sembravano due pale, ero certo che un cazzotto in faccia me lo avrebbe tirato.
      Si tolse il casco e vidi gli occhi di un bambino felice e un sorriso a quarantadue denti.
      “Se avessi dieci anni di meno me la comprerei subito, altro che la BSA che avevo a trent’anni”, sempre in dialetto.
      Ciao Babbo.

      • #19428
        Mastic
        Amministratore del forum

        Parli di tuo padre e mi ricordi il mio. Che quando ero troppo sborone sull’andare forte mi sfotteva, e mi diceva che se lui decideva di andare forte sul serio in macchina, io diventavo paonazzo per la paura.
        Avrei un sacco di aneddoti, delle volte che sono stato portato in macchina o in moto da mio padre. O da qualche zio. Perché da me guidavano tutti auto e moto, e avevano sempre un sacco di fretta. Ed è stato un sacco divertente.

    • #19438
      topomotogsx
      Partecipante

      La moto, mi piace ma non so nemmeno bene il perchè: Mi piace e mi basta questo.
      Nessuno in famiglia aveva la moto, nessuno le guardava con desiderio o ammirazione. Solo io ho avuto questa attrazione per la moto. Papà era un ciclista mancato, da giovane si allenava con Aldo, il fratello maggiore del più famoso Francesco Moser, poi le vicende della vita lo portarono a Milano e ad abbandonare la bicicletta come sport praticato ma rimase come passione, infatti sono cresciuto guardando moltissime gare ciclistiche che però non mi hanno mai suscitato nessuna emozione se non la noia. Ho sempre pensato “ma se hanno inventato il motore a scoppio, perchè ammazzarsi di fatica pedalando?” Pensiero ancora valido, per me.
      Il mio viaggio su 2 ruote incominciò con un vecchio ciclomotore Minarelli a marce sul quale imparai i primi rudimenti, poi fu la volta del Ciao (nei primi anni 80 era uno dei ciclomotori più venduti) che portai a livelli di elaborazione incredibili, compatibilmente con i limiti che poneva, e poi la moto, un Suzuki GSX600F pagato pochissimo in quanto svenduto da un amico di un amico che dopo una scivolata si spaventò e preferì smettere.In famiglia non furono contenti della mia decisione, però poi, con gli anni, venne accettata più con rassegnazione che con approvazione. Il resto fu la Yamaha FZ6 che molti di voi hanno visto e adesso ho iniziato una nuova fase cambiando tipologia, ora ho la maxi enduro e dopo quasi 6mila km mi rammarico di non aver fatto prima questo passaggio. Ho molti progetti per il futuro, ho anche l’entusiasmo e la voglia di farli, spero di avere il tempo, le forze e l’occasione per poterli realizzare.
      Avevo il desiderio di portare papà a fare un giretto in moto, ma lui non volle mai salire, non ho mai capito se fosse mancanza di entusiasmo verso la moto (che lui non ha mai amato) o mancanza di fiducia in me. Non me lo ha mai detto, si è sempre limitato a dire “non ci penso proprio!”. Era un uomo di poche parole.

    • #19439
      Bobpezzadoo
      Partecipante

      Quello che non ho letto qui sopra e forse perchè vale solo per me: la moto è la continuazione del mio stato d’animo, che non può mai essere uguale, si può essere felici 365 giorni all’anno ma mai in modo uguale. E così la moto, ogni volta che la vado a prendere in garage è sempre diversa. Quante volte ci sono salito arrabbiato, o triste o stanco e il suo andare era di conseguenza arrabbiato, triste o stanco….

      Mio padre era un motociclista, ma lavoro e figli lo hanno fatto abbandonare questa sua passione non facendo nulla per trasmettermela…. e i ricordi che ho degli inizi sono legati alle domeniche pomeriggio in campagna, quando avevo fratello, cugini e amichetti che giocavano a pallone o altro e io ero chiuso in casa a vedere i miei miti del motomondiale, ho pianto come per un lutto per Rainey, stravedevo per Lawson, mi piaceva lo slang di Roberts senior….. Da solo in sala della casa di mia zia a guardare quelle gare in religioso silenzio….. Più avanti a 13 anni una ragazza che lavorava nel ristorante dei miei mi dava il suo motorino della gilera a marce per girare in città, erano i primissimi anni 80 e a quell’epoca la città si svuotava alla sera…. lì ho imparato a cambiare, a 14 anni, quando sapevo che gli zii erano al mare, prendevo una tanchetta, facevo miscela e andavo con la mia vespetta in campagna, raboccavo la moto di mio zio a sua insaputa e andavo a girare per il paese, avevo 14 anni e la moto era una guzzi 250 ts elettronica 2 tempi, per me andare con quella moto, senza casco, era la massima espressione di libertà…. Libertà che pretendo quando sono in moto, infatti non amo i circuiti, a parte qualche giro a Misano e una giornata a Ring, non ha mai significato niente per me….

      Giusto l’altra sera a casa di amici mi chiedevano cosa mi sarebbe piaciuto fare a fine emergenza. La mia risposta è stata: mi piacerebbe vendere il locale, prendere un due ruote, non necessariamente una moto, va bene anche l’Xadv o un altro mezzo, metterci un po’ di bagagli e girare un paio di mesi senza meta….

      Questo è il mio mondo a due ruote, in continua evoluzione.

    • #19442
      Mastic
      Amministratore del forum

      Rispondo sia a @topomotogsx che a @bobpezzadoo.

      Marcello, hai reso molto l’idea con la tua chiusura, quella relativa a tuo padre, uomo di poche parole. Bella, simpatica, concisa. Dice un sacco di cose.
      Ed è curiosa la tua passione, nata da zero, senza un padre malato per le moto come abbiamo avuto in molti.

      Bob, si, certo. aspetto non toccato quello dei risvolti del nostro stato d’animo sulla guida che mettiamo in atto o sul nostro percepire la moto.
      Personalmente non credo che la mia moto cambi ai miei occhi in relazione al mio umore. Discorso affrontato più volte. Lei è femmina e stronza (si chiama “la stronza”, la mia Tuono). Certi giorni è gradevole e dolce, perché le gira bene, altri giorni è dispettosa, perché quando non te l’aspetti ti poggia lì il tratto buono di curve fatto in maniera ignorante. A volte, raramente per fortuna, è proprio stronza e non fa prigionieri. Ma è sempre più raro. per fortuna 😉

    • #19443
      Bobpezzadoo
      Partecipante

      si chiama “la stronza”, la mia Tuono

      lo hai detto tu, è femmina ed è quel tipo di donna che dal primo all’ultimo giorno ti sfiderà su tutto, ma che ha un fascino e regala sensazioni inarrivabili.

      Il problema è come per le donne (ma si può girare anche ai maschietti) che la sfida quotidiana alla fine sfinisce e ti rompi le palle. In quel momento si rompe qualcosa ed il cambio è inevitabile.

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