Dal pollaio alla mulattiera: come ti resuscito una Transalp!

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    • #26291
      dr.gonzo
      Partecipante

        Questa è la storia del restauro di una Transalp 600. Ma soprattutto è la storia di un amore per una moto leggendaria.

        Premessa
        Per circa 9 anni ho tenuto una Honda Transalp 600 del 1991 (PD06) abbandonata in cortile, coperta però dalle intemperie. Per 9 anni mi sono chiesto cosa farci, se demolirla o meno. Per 9 anni ho voluto ingannarmi, sapevo benissimo che prima o poi l’avrei riportata in vita. Altrimenti perché tenerla 9 anni in quelle condizioni?

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        La nostra Transalp “svelata” e pronta ad uscire dal “sarcofago” dopo anni. Di fatto è arrugginito solo il disco, che comunque verrà sostituito con quello più grosso dell’Africa Twin

        La protagonista
        La Transalp 600 di questa storia è stata utilizzata qualche anno per farci scuola guida, per chi voleva ottenere quella che all’epoca si chiamava patente A3, ora solo “A”. Allora l’esame consisteva in un percorso tra i coni che prevedeva il famigerato “otto” con una moto da almeno 35 kw.
        La Transalp era perfetta perché di kw ne aveva 37 e girava in un fazzoletto. Era solo un po’ alta, infatti la abbassavano tutti quelli che la utilizzavano per la scuola guida. La mia aveva un ammortizzatore Gubellini praticamente privo di precarico molla e la forcella sfilata sulle piastre. Ed anche una sella ribassata. Era praticamente rasoterra. Se non eri negato, la possibilità di passare l’esame era altissima! Ovviamente si sobbarcava anche le lezioni di guida e quindi qualche segno delle battaglie sulle carene era inevitabile.

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        La Transalp com’era in piena “carriera professionale”.

        Chi me lo fa fare?
        Uno dei motivi che mi ha spinto a restaurare è stato che ricordavo che il motore girava molto bene ed il cambio e la frizione non avevano problemi. Trasudava un po’ dai coperchi delle punterie ma avevo ancora imbustate le guarnizioni nuove. Aveva pochi km, per essere una Transalp, circa 45.000. Praticamente aveva appena finito il rodaggio… Questo è un motore che fa tranquillamente 250-300 mila chilometri prima di una doverosa manutenzione straordinaria. Avevo sempre provveduto personalmente ai tagliandi, quindi ero abbastanza sicuro sulla sua bontà. E poi era una Honda cavolo!
        Il mono era rigenerabile. Le carene erano un po’ rovinate, ma ne avevo due set da cui attingere. Tanto l’avrei fatta bianca con la livrea dell’iconica prima versione del 1987. Ma non volevo un banale restauro. Doveva uscirne una special con cui affrontare gli eventi Adventuring e grufolate con gli amici. In particolare mi interessava la grande compatibilità di pezzi con la Africa Twin 650 (RD03) la cui installazione avrebbe migliorato i punti deboli nella pratica del fuoristrada, cioè l’inadeguatezza delle sospensioni nell’uso gravoso, una scarsa luce a terra, una insufficiente protezione del motore dai colpi più duri. Ma il progetto doveva essere “low cost” perché non avrebbe avuto senso spendere tanto tempo e soldi per una moto, che per quanto leggendaria, aveva comunque dei prezzi molto abbordabili vista la grande quantità di quelle disponibili sul mercato dell’usato.
        Insomma una moto da battaglia anche per dare un po’ di tregua all’altra Transalp, una 650, che oltre all’uso quotidiano e turistico, si era sobbarcata pure uscite in offroad ed anche la 1000 Sassi dello scorso anno. Anzi, questa special l’avrei chiamata 1000 SASSI EDITION, in onore alla manifestazione creata dai miei amici Luca Viola e Daniele Alessandrini ed alla quale avrei voluto partecipare dopo averla riassemblata. (https://1000sassi.it)
        Quindi niente urgenza di comprare i pezzi da trapiantare, ma solo quando si fosse presentata l’occasione. E non volevo trascurare i miei altri interessi, quindi avrei dovuto lavorarci quasi a tempo perso. E ovviamente nessuna fretta di finire il lavoro. Peraltro una moto trentennale non paga più neanche il bollo.

        Fonti di ispirazione

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        Una Transalp 600 da deserto. Notare l’altezza delle sospensioni

        In rete esistono molte risorse da cui attingere per la manutenzione ordinaria e straordinaria, e le modifiche da effettuare per il fuoristrada o per i viaggi o solo per renderla più performante, la compatibilità dei pezzi, il reperimento di ricambi originali e non. Ne segnalo solo alcune:
        Non si può non citare Tecnica Transalp (https://tecnica.transalp.it/), un sito completissimo il cui nome dice tutto. Una vera Bibbia del transalpista! Presenti anche diverse special su base Transalp.
        C’è poi questa lunghissima discussione sul sito Adventure Riders dove ci si può sbizzarrire a cercare le modifiche degli utenti: https://www.advrider.com/f/threads/show-us-your-transalp-modifications.39170/.

        Avrei anche un file PDF con le modifiche in ordine alfabetico…

        Esistono poi diversi gruppi Facebook. Segnalo Honda Transalp WORLDWIDE amministrato dal maestro Fabio Goffi, famosissimo tra i transalpisti per la sua produzione di pezzi artigianali.
        Fonte di ispirazione è stato pure il canale Youtube di Pedro Mota, giramondo su Transalp 600. Tra i sui video anche diverse elaborazioni e riparazioni e soprattutto viaggi nei posti più impensati del pianeta. https://www.youtube.com/channel/UCQc2abzqbqrp-TZG3K79Wng

        Si inizia!
        Una volta studiata la fattibilità delle modifiche che avevo in mente, si inizia a lavorare sulla moto, in attesa dei pezzi da trapiantare, in special modo della Africa Twin 650 (RD03).
        Si comincia con lo smontare completamente la moto, fotografando le fasi dello smontaggio, e classificando accuratamente ciò che viene disassemblato, con targhette adesive o mettendo i pezzi dentro scatole e bustine col nome delle parti.

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        Via le sovrastrutture!

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        Via tutto
        Il motore era già stato avviato prima dello smontaggio. Avevo dovuto sostituire i carburatori perché troppo incrostati della vecchia benzina. Ne avevo approfittato per montare quelli dell’ultima serie, con tanto di filtri secondari e airbox con il risuonatore. E messo due centraline nuove, le argentine DZ, prese su Carpimoto.

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        Carburatori serie 1996-1999 Evidenziato l’attacco per i filtrini secondari. Eliminati i collegamenti col TPS, non presente nel modello a doppia centralina.

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        Airbox col risuonatore (quello bianco). Foto dal web.

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        Centralina DZE modello 30410-MS8-610

        Una volta separato il motore dal telaio, viene anche verificato il gioco valvole e riportato in tolleranza. Anche se, come dice il mio amico Marco Conti, fidato meccanico Honda (http://www.contimoto.it/) che poi si occuperà della messa a punto, finché un motore Honda non suona strano, non lo toccare proprio. Ma già che c’ero… Gli alberi a cammes risultano correttamente cromati. Tutto sembra ok. Ha solo bisogno di un cambio olio. Ovviamente monto le nuove guarnizioni dei coperchi delle punterie.
        Riesco a trovare finalmente i pezzi Africa Twin. In particolare forcellone AT650 con leveraggio, forcella con piastre e perno. Posso procedere alla sabbiatura e riverniciatura del telaio, delle piastre di sterzo, dei foderi forcella e dei link della sospensione posteriore.

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        Riverniciatura “casareccia” dopo sabbiatura, effettuata con pistola e compressore professionale, con passaggio di fondo acrilico, vernice bicomponente e trasparente protettivo. Risultato finale molto buono.

        Prima del rimontaggio vengono ispezionati ed ingrassati i cuscinetti dei link sospensione e del forcellone, cambiati i cuscinetti di sterzo. Il forcellone viene ripulito e lucidato, per quanto possibile. Vengono sostituiti i cuscinetti delle ruote. Le lame dei cerchi sono in buone condizioni, con un po’ di ossido all’interno che non ne compromette l’integrità. Vengono spazzolati e riverniciati oro internamente. Esternamente vengono lucidati. I raggi presentano ossido superficiale. Vengono ripuliti e coperti da copriraggi in plastica blu, una modifica estetica che avevo pensato fin dall’inizio.

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        Montaggio copriraggi blu, dopo sostituzione cuscinetti ruote.

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        Forcellone RD03 prima della pulizia e la revisione dei cuscinetti. Utilissime le valvoline per l’ingrassaggio del perno passante. Alla fine avrà tutt’altro aspetto.

        Le sospensioni subiscono una completa revisione. Del mono FG Gubellini se ne occupa il mio amico Alessandro di SP Suspension a Campagnano (https://www.spsuspension.it/), mentre della forcella RD03 me ne occupo io. Questo perché ispezionandola, noto che è in buono stato. Boccole scorrevoli in condizioni ottime. Cambio i paraoli e metto l’olio al livello previsto dal manuale di officina e di una gradazione leggermente più fluida considerato il minor peso della Transalp rispetto alla Africa Twin. La forcella dell’Africa prevede anche una camera d’aria nella parte superiore con pressione regolabile attraverso due valvole sui tappi forcella. Utili per una regolazione fine.

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        Differenza lunghezza e diametro (41 contro 43 mm) tra steli forcella PD06 ed RD03.

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        Smontaggio per revisione forcella. Il mono Gubellini è già revisionato.

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        Mono FG GUBELLINI smontato per la revisione. Immagine di SP Suspension

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        Per montare la scatola fusibili Transalp sulla piastra di sterzo AT 650 c’è bisogno di costruire una staffa. Immagine di Tecnica.Transalp

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        Avantreno finalmente montato con disco Africa Twin da 296 mm contro i 256 mm. Soffietti nuovi e manubrio Tommaselli dello stesso colore. Verrà montata successivamente una pinza AT 650 praticamente nuova. Cerchio e rinvio contakm della Transalp perfettamente compatibili.

        Rimontato il motore con i nuovi carburatori e airbox, si passa alla carrozzeria. Nel frattempo, insieme ai soffietti, avevo trovato d’occasione un paramotore Africa Twin 750 (quello AT 650 non si trova e se si trova lo vendono a peso d’oro), e parafango, parasteli e paradisco AT650.

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        Blocco ricambi Africa Twin da montare. Compresi staffa portapinza posteriore e ghiere regolazione tiro catena.

        Avendo diverse parti di carrozzeria a disposizione, non compro niente di nuovo ma riparo, nello spirito di questo restauro. Scelgo le parti migliori, e laddove gli attacchi sono rotti, me li faccio rifare con la stampante 3D dal mio amico Pietro. Potete trovare i files per la stampa 3D su https://www.yeggi.com/q/transalp/

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        Esempio di funghetto di attacco carena da stampare 3D

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        Carene riparate e stuccate in attesa di fondo e vernice.

        Dovendo montare anche un più robusto paramotore in alluminio della Africa Twin 750 (RD04) devo fare un lavoro di adattamento dello stesso, creando appositi fori e staffe di attacco, e delle carene, che non devono intralciare con esso. Il tutto va poi “ingabbiato” nei paracarene Heed. Tutto ciò mi prende un po’ di tempo ma alla fine sono soddisfatto del risultato.

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        Prova adattamento carene e paramotore in alluminio con paracarene Heed.

        Dopo la riparazione e la carteggiatura degli elementi della carrozzeria, posso iniziare con la verniciatura. Predispongo la mia “cabina di verniciatura”, praticamente un gazebo chiuso con retine sulle pareti per l’areazione. Così facendo evito che almeno gli insetti possano posarsi sui pezzi verniciati. Non dovrà venire perfetta ma neanche con i tafani appiccicati! Opto per un bianco base bicomponente a lucido diretto. Inutile utilizzare base opaca e trasparente che esalterebbe ogni minimo problema di carrozzeria sottostante. Passo prima un primer bicomponente. Nelle parti con la plastica non verniciata, come il plexi, passo un aggrappante per plastica. Il risultato finale è soddisfacente, soprattutto considerando che la moto verrà usata in fuoristrada e quindi vivrà pericolosamente, tra probabili cadute, siepi sporgenti e mitragliate di pietre dalle moto che precedono.

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        La “cabina di verniciatura” by Decathlon con alcuni pezzi ad asciugare.

        Finita la verniciatura e fatti gli ultimi inevitabili ritocchi e riverniciature, si può cominciare a rimontare tutto. Utilissimi in questo caso la documentazione fotografica e i manuali di officina reperibili in rete. Le parti metalliche nere vengono carteggiate e riverniciate. Parliamo di portapacchi, staffe, paracarene, telai valigie, bracciali delle leve frizione e freno.
        Vengono revisionate le pompe dei freni anteriore (di una Transalp 650) e posteriore (cambiando gli elementi interni). Disassemblate e ripulite pure le pinze, che non hanno bisogno di parti nuove essendo state usate pochissimo. Dietro ci va a meraviglia la pinza di una VTR 1000 Firestorm che avevo in garage avendo avuto quella moto, il cui colore oro si accorda con quello della pinza anteriore. Vengono installati tubi freno nuovi in treccia metallica sia davanti che dietro.

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        Motore e ciclistica montati. Sotto lo sguardo attento della sorella.

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        Si continua a montare. In evidenza la pinza posteriore VTR Firestorm e lo scarico MIVV che riprende la forma dell’originale.

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        Plastiche montate. Manca il paramotore in alluminio, le grafiche e due gomme da fuoristrada.

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        Comincia ad avere l’aspetto che avevo immaginato fin dall’inizio. Se la avessi voluta usare come moto di tutti giorni probabilmente sarebbe rimasta così.

        Visto il prezzo delle grafiche originali, opto per quelle commerciali della Star Sam Stickers. I colori sono molto belli, ma l’adesivo è abbastanza spesso e difficilmente copia bene le parti arrotondate. Devo usare la tecnica dell’acqua saponata per posizionare i vari pezzi correttamente ed aiutarmi con phon. Il risultato è accettabile ma non perfetto. Peraltro devo rifilare alcuni angoli con taglierino. Inoltre una parte del serbatoio, vicino alla sella, rimane scoperta. Dovrò coprire parte della superficie davanti la sella con del nastro simil carbonio. Ho poi decine di adesivi comprati appositamente che saranno gli “sponsor” facenti capo alle componenti montate come freni, filtri, sospensioni, olio motore etc. L’aspetto finale sarà meno pulito dell’immagine sopra, ma più “racing”. Metto in preventivo che la linea verrà sicuramente appesantita da paracarene e telai valigie, ma questi elementi saranno di protezione in caso di eventuale caduta, visto l’uso offroad previsto. Per alleggerire esteticamente la parte posteriore monto un gruppo ottico Africa Twin e taglio il parafango. Monto delle frecce commerciali simili alle originali. Devo anche modificare il cavalletto centrale, che non riesce a sollevare sufficientemente la ruota posteriore, saldando degli spessori in metallo sotto i piedini e riverniciando il tutto. Avevo già installato dei faretti a led, e una presa USB “heavy duty”, montando i relativi interruttori sulla cornice della strumentazione. Copro il gruppo ottico anteriore con una griglia Goffi e monto sul manubrio Tommaselli due specchietti ripiegabili e una leva separata dello starter per l’impossibilità di usare quella originale causa risers che alzano troppo il manubrio.
        Alla fine il risultato sarà questo:

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        Eccola finita. La sella è decisamente alta. Parliamo di 900 mm!

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        Da questa prospettiva spicca la presenza del paradisco e dei parasteli. Devo ammettere che scegliere e posizionare gli adesivi è stata la parte più divertente del progetto.

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        Nella vista frontale emergono la griglia parafaro Goffi, il paradisco, ed il plexi verniciato in bianco, i faretti ed il paramotore.

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        Il gruppo ottico posteriore RD03 snellisce parecchio la coda. Le fascette sulle frecce sono provvisorie. La targa Roma un plusvalore.

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        Il bel manubrio Tommaselli con sopra la leva dello starter, il tubo freno con curva “racing”, gli interruttori sulla plancia per i faretti (a sinistra) e per il cavo USB (a destra), volutamente lasciato libero. In evidenza pure i tappi dell’aria sulla forcella.

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        Dettagli. Pedane da fuoristrada in acciaio tipo Honda XR, Scarico MIVV, Tubo freno in treccia, Pinza VTR 1000 Firestorm, Forcellone RD03, Telai Givi. Pneumatico Mitas E09.

        Essendo una sorta di laboratorio, le modifiche continueranno. In particolare ne vorrei fare anche una versione “light” tipo XR600, con parti anche della Honda CRF che ho già. Ma questa è un’altra storia.
        Il restauro è durato circa due anni. Quando si inizia un lavoro del genere da appassionato non professionista, all’inizio soprattutto è facile scoraggiarsi ed avere lo stimolo di mollare tutto. In quel caso meglio fermarsi e riprendere quando si è ritrovata la voglia di ricominciare. Come dice Robert Pirsig, nello Zen e l’Arte della manutenzione della motocicletta: “Siete bloccati, non c’è più modo di riparare la motocicletta. Questo è il momento zero della coscienza. Emotivamente è un’esperienza molto brutta. Siete incompetenti… Avete bisogno di qualche idea, di qualche ipotesi …”
        La manutenzione, la riparazione, la messa a punto o il restauro della moto sono una metafora della vita in fondo. Prosegue Pirsig: “Se non ci mettete enthousiasmos potete anche raccattare tutti gli altri strumenti e metterli via, perché non serviranno a niente. Ma se ce l’avete e sapete come continuare ad averlo, non c’è motivo al mondo che vi possa impedire di aggiustare la moto”.
        C’è un momento quindi in cui si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel, e da lì tutto sembrerà più veloce e piacevole. Personalmente mi succede sempre quando mi imbarco nelle mie imprese, anche extra motociclistiche.
        La moto è così pronta. Ora non resta che portarla per sterrati e pietraie. Per poi magari cederla ad un appassionato ed iniziare un nuovo progetto.
        Vi è piaciuto questo restauro? Fatemelo sapere.
        Infine vorrei ,nel mio piccolo, dedicare questo progetto al mio amico Quinto che non c’è più. Sicuramente sarebbe stato contento nel veder rinascere una moto che ha amato anche lui. Ciao Quinto!

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        Quinto e la sua Transalp 600.

        Elenco modifiche
        Legenda moto “donatrici”
        Transalp 600=TA600=PD06 (87-96) o PD10 (97-99)
        Transalp 650=TA650=RD10 (00-01) o RD11 (02-06)
        Africa Twin 650 = AT650=RD03
        Africa Twin 750=AT750=RD04
        VTR 1000 Firestorm=VTR1000F

        Ciclistica
        Forcella RD03 con soffietti nuovi, revisionata con olio e paraolii nuovi. Foderi riverniciati. Steli lucidati.
        Piastre di sterzo riverniciate RD03
        Cuscinetti di sterzo All Balls conici nuovi
        Forcellone lucidato e leveraggi riverniciati RD03. Tutti i cuscinetti controllati, puliti ed ingrassati.
        Ammortizzatore FG GUBELLINI regolabile revisionato da SP Suspension di Campagnano.
        Perno ruota, registri catena e staffa pinza posteriori RD03
        Disco anteriore 296 mm RD03
        Disco posteriore 240 mm PD06
        Pinza Anteriore RD03 revisionata.
        Pinza posteriore VTR1000F revisionata.
        Tubi freno anteriori e posteriori nuovi in treccia, misura RD03
        Catena DID 525 serie ORO nuova
        Pignone 14 AFAM nuovo. Disponibili pignone da 15 e corone da 47-48-49 in ottimo stato
        Pneumatici MITAS E09 M+S nuovi
        Camere d’aria nuove rinforzate Michelin

        Carrozzeria
        Paramotore in alluminio RD04
        Fanale posteriore RD03
        Portatarga posteriore PD06 risagomato
        Paracatena e paradisco posteriori RD03
        Tampone inferiore catena nuovo.
        Carene PD06 riparate e riverniciate
        Paradisco Anteriore RD03
        Parafango anteriore RD03
        Parasteli RD03
        Plexiglass PD06 verniciato più uno originale trasparente
        Grigia faro GOFFI
        Pedane maggiorate in acciaio Honda XR
        Leva del cambio ripiegabile
        Manubrio TOMMASELLI
        Manopole DOMINO
        Risers +3cm in alluminio
        Comando starter separato
        Specchietti ripiegabili
        Faretti a LED con impianto maggiorato e interruttore su plancia.
        Lampada faro a Led
        Presa USB “heavy duty” con interruttore su plancia.
        Copriraggi in plastica blu
        Paracarene anteriori HEED
        Cavalletto centrale HEAVY DUTIES modificato e rialzato
        Telai portavaligie posteriori GIVI
        Borsetta Attrezzi su portapacchi originale.

        Motore
        Scarico MIVV omologato
        Carburatori PD10
        Filtri aria secondari PD10
        Airbox con risuonatore PD10
        Filtro Aria KN
        Candele, olio e liquido raffreddamento nuovi.
        Rubinetto benzina revisionato
        Messa a punto Conti Moto Roma

      • #26294
        Anto
        Moderatore

          Ma è straordinariamente fantastico, complimentoni!!!!
          Una discussione del genere non la leggevo da anni su un forum, veramente un bel lavoro ad una fantastica moto, io molti ma molti anni fa ho fatto un lavoraccio del genere sul vespone 150 PX che mi regalò mio padre per la promozione, comprata per 600 mila lire e restaurata da me stesso in questo modo, cercando di recuperare quanto più possibile i pezzi originali riparandoli e revisionandoli spendendoci poco per i nuovi.

          Mi ricordo giusto le gomme e tutti i cavi e guaine più qualche vite spanata, addirittura mi verniciai i bulloni. Ho impiegato tutta l’estate a stuccare, raddrizzare e revisionare facendola solo verniciare da un carrozziere, un rooso fuoco, avevo sempre sognato una vespa rossa, me la rimontai io eh? La soddisfazione più grande nel vedere giorno dopo giorno prendere forma e lucida come uscita dalla fabbrica. Una bella esperienza che mi piacerebbe rifare con una moto, proprio così, ripartire da 0.

          complimenti ancora per la manualità

        • #26295
          sec
          Partecipante

            … se mi e’ piaciuto questo restauro?

            Porca zozza, SI! Sei una fonte d’ ispirazione, Gonzo. GENIO!
            Quinto, da lassu’, stara’ godendo….

          • #26297
            dr.gonzo
            Partecipante

              Grazie! Devo dire che ho avuto molto tempo per pensare a come restaurarla ed a quali modifiche apportare. La avevo in mente esattamente così.

            • #26298
              Mastic
              Amministratore del forum

                E pensare che questo qui, tale Dr.Gonzo, c’ha pure la Tuono…
                Bravo però con la Transalp eh, bravino davvero. 😀

                P.S. Dopo 2 giorni che è pubblicata, mi sono reso conto che tutti i codici di formattazione non erano stati presi dal sistema. E dire che erano 2 giorni che Riccardo me lo diceva, ma pensavo si riferisse a un’altra cosa che voglio modificare e… beh, ora ho corretto. E mi tocca pure chiedere scusa. :-/

              • #26302
                dr.gonzo
                Partecipante

                  Sì ma è durato poco. 😀

                  • #26303
                    Mastic
                    Amministratore del forum

                      Perché ci metti le mani…

                      Da qualche parte c’è un codice errato che manda in palla tutto. Oggi però sono fuori

                  • #26313
                    cyrano
                    Partecipante

                      Ma che bello, complimenti.

                      Grandissima ammirazione e rispetto, quando i pargoletti saranno un po’ più grandi mi piacerebbe prendermi del tempo per imparare e cominciare a sporcarmi le mani di olio.

                      Nel frattempo mi gusto post come questi e magari qualche video su youtube (vi consiglio se già non lo conoscete questo canale: https://www.youtube.com/c/RRCRestoration)

                      Ho scoperto che vedere all’opera mani esperte che con sapienza restaurano i gioielli è un piacere che ha il potere di rilassarmi, non per niente, sull’onda di questo mood, ho anche riletto “Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” di Pirsing con occhi molto diversi.

                      Sempre Vostro

                      Cyrano

                    • #26315
                      ICE2000
                      Partecipante

                        le mie capacità manuali si esauriscono con il pollice opponibile, leggo con estrema invidia storie come questa. bella bella.
                        poi da ex possessore di transalp, ma quella borghese, con il doppio disco

                      • #26316
                        Bobpezzadoo
                        Partecipante

                          bellissimo!!!!!

                          ho tirato via da un campo una 690 sm e durante la pandemia l’ho messo nella casa in campagna di mia madre, avevo la giustificazione in caso mi fermassero perchè dovevo controllare la casa e arrivare in campagna e dimenticarsi mascherina e il resto per lavorare sulla moto mi ha “salvato” da un periodo senza lavoro, ho smontato, pulito, lucidato, cambiato….. Fino al motore dove non ho le competenze, però fortuna ha voluto che una volta impacchettato tutto e portato al meccanico di fiducia, al momento dell’accensione nel pessimismo generale, il motore girasse come un orologio. L’ho usata per 2 o 3 mila km al massimo e l’ho venduta, perdendoci forse qualce centinaio di euro…. ma il compito che ha avuto e portato a termine valeva molto di più…..

                          Immagino tu con la storia che aveva la moto che soddisfazione

                          Bravo Doc.

                        • #26318
                          lukethebike
                          Moderatore

                            Bellissima!
                            Bravissimo!

                            Cose così mi suscito AMMIRAZIONE.

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